La primavera di Giovanni Scipioni

La primavera di Giovanni Scipioni
Giovanni Scipioni, docente di scuola secondaria, ha deciso di mettere termine alla propria crisi coniugale. Ha abbandonato la moglie Elsa ed è andato a vivere da solo. In cuor suo avverte la consapevolezza di aver compiuto una scelta opportuna. Ma la svolta esistenziale, pur essendo stata assunta con slancio al termine di una riflessione lunga e ponderata, non manca di infliggergli la fitta acuta di dolorose remore e di cingerlo nel groviglio di un’inguaribile senso di colpa. Nel frattempo la notizia della sua nuova relazione amorosa che lo lega adesso alla collega Lauretta Rossi trapela anche nell’ambiente scolastico. I due sono innamorati, ma per timore di provocare scandalo e pettegolezzi oltre che di aggravare il disagio che aveva appena investito la famiglia di Giovanni dopo la separazione, hanno deciso di volerla mantenere prudentemente nascosta ancora per qualche tempo. Ora i nuovi problemi sorti in ambito professionale si addensano alle precedenti sedimentazioni, appesantendo il fardello di un uomo già costretto a confrontarsi con un difficile rapporto con la figlia Beatrice e a prendersi cura di due fratelli del tutto irresponsabili…
Facendo leva su una narrazione che si nutre di accadimenti apparentemente fantasiosi eppure stranamente aderenti alla realtà, Luca Rachetta in questo suo nuovo romanzo si riaggancia al fragile filo esistenziale di un personaggio dei suoi precedenti libri per portarci dritti al cuore di tenebra della fumosa ricerca di una forma di equilibrio possibile con i disagi della convivenza sociale. Scivolando sul filo di un’ironia sommessa, la sua narrazione, decantata e costantemente tesa a una forbita ricercatezza stilistica, si anima delle vicissitudini di un personaggio che acquista spessore in virtù della sua sbiadita marginalità. La sua condizione, benché non inclini al vittimismo e non ecceda in schizofrenie, transita accanto all’epidemia del disagio sociale, senza tuttavia portare in luce il tema conflittuale dei rapporti che regolano un consorzio umano in grave crisi di identità. Tanti sono i presagi di sciagura e i rafforzamenti improvvisi di speranza a mano a mano che questi assume consapevolezza delle conseguenze della svolta esistenziale. La sua fragilità umana piacerà ai lettori quanto e forse più delle sue magre speranze di cambiamento. 

 

 

 

 
 
 
 
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