La promessa del buio

La promessa del buio
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Estate del 1992, Ferragosto. La Toscana ribolle sotto la canicola. L’appuntato Fianese boccheggia all’interno della stazione dei Carabinieri, alternando a uno speciale su Falcone e Borsellino in televisione il Festivalbar. Stanno cantando gli 883 quando improvvisamente entra un ragazzo. Lo fa lentamente ed è tutto sporco di terra e di sangue. Sangue ovunque. Senza la minima emozione comunica al carabiniere che due persone sono morte. Il suo nome è Roberto ma tutti lo conoscono come Bebo. Ha rinvenuto due cadaveri nel bosco lungo il fiume e il suo atteggiamento ne fa il primo sospettato di omicidio. Autunno del 2017. Sono passati ben venticinque anni da quella tragica sera e Bebo ne ha scontati altrettanti di galera. Il carcere lo ha segnato pesantemente ma non ha mai dimenticato. Soprattutto perché a quella tragica vicenda è legato anche il destino infausto del suo amico del cuore Vanni, che nel frattempo si è suicidato. Prima di farlo però ha lasciato a Bebo un walkman e una cassetta con una selezione di buon rock sul lato A e un segreto mai confessato a nessuno sul lato B. Roberto decide quindi di partire per la Maremma con la sua vecchia Ford per chiudere una volta per tutte la questione lasciata in sospeso da venticinque lunghi anni…

Riccardo Bruni è un giornalista e scrittore tra i primi in Italia a servirsi del self publishing per dare vita alle proprie opere. Nel 2010 ha vinto la prima edizione del torneo letterario IoScrittore con Nessun dolore mentre il suo romanzo del 2013 Zona d’ombra ha scalato le classifiche di Amazon, entrando in competizione diretta con i bestseller internazionali. Ha attratto così le attenzioni proprio di Amazon Publishing, che prima gli ha pubblicato La notte delle falene (che è stato anche candidato al Premio Strega) e successivamente La stagione del biancospino. La promessa del buio è un noir essenziale che punta tutto sul carattere dei personaggi. Bebo, Vanni e gli altri comprimari come gli amici Giorgio e Guia sono reali e ben strutturati con tutto il loro carico di ansie, sogni, paure e speranze, soprattutto adolescenziali. Questo perché la trama si intreccia e si alterna alla perfezione con salti temporali tra il 2017 e il 1992 con numerosi innesti della confessione di Vanni. Echi da Stand by me, con tanto rock targato anni Novanta che genera subito molta nostalgia. I flashback però non allentano mai la tensione di questo thriller un po’ anomalo per atmosfere e protagonisti. Un ennesimo centro per Bruni che dimostra, con un’architettura ancora diversa rispetto ai suoi precedenti lavori, un notevole eclettismo.



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