La promessa sposa del mercante di tè

La promessa sposa del mercante di tè

Scozia,1922. Sophie Logan e la sua motocicletta rumorosa sono “una vista usuale nei quartieri meridionali di Edimburgo e sulle ripide strade tortuose delle colline Pentland lì vicino”. La straordinarietà di questa circostanza è viceversa questo trovarsi libera dopo la Grande Guerra, pur toccando ancora con mano l’angoscia che attanaglia i fantasmi del passato. Sophie sfreccia sulle strade della capitale ma vaga senza fine tra tre pensieri: la sorte dei suoi cari e dell’ayah Mimi, in India, il giorno del suo sesto compleanno, nel 1907; il grande amore che prova per la zia Amy, con cui è cresciuta, che l’ha protetta, e che non vorrebbe lasciare pur desiderando in segreto fare ritorno nell’Assam; il rapporto con la cugina Tilly e la paura che accetti una proposta di matrimonio da un coltivatore di tè, qualcosa di così mutevole, in concorrenza con la sua serenità, che non la riguardi poi direttamente, ma che allontani la sua amica dall'Europa, conducendola proprio là dove desidererebbe invece andare lei. Forse il loro rapporto è in bilico. Tilly, non essendo guidata da grazia, eleganza e scioltezza, che Sophie piuttosto incarna, è incline alla timidezza e alla riservatezza. Ora, poi, è più che mai distante...

È certamente nota in Inghilterra l’ammirazione per la sua Jarrow Trilogy, che, prova ulteriore di successo, si ispira alla vita della popolare scrittrice Catherine Cookson; e siccome, presso gli appassionati di romance, mystery e narrativa di ambientazione storica, le opere di Janet McLeod Trotter sono conosciute perché soggette alla vivacità dell’intrigo, degli scenari e ai mutamenti del cuore, non abbiamo proprio potuto non riconoscere la fonte del loro favore. Si vede, allora, qui, anche nella più recente India Tea Series ciò che fa della signora inglese un’autrice di bestseller: dalla terra di Scozia ai luoghi del Raj Britannico, sequel de La figlia del mercante di tè, una storia romantica e triste, benché non troppo melensa, con descrizioni delle coltivazioni del tè in India, che rappresentano in modo chiaro il monopolio del commercio inglese. Malgrado l'immaginazione possa lasciar presto raffigurare l’azione nei rapporti e nei ruoli delle due protagoniste – e ci è dispiaciuto, perché è facile anticiparla, con i suoi tenui colori gialli –, intenerisce il sogno d’amore che fa seguito alle rappacificazioni degli animi delle cugine e dei loro cuori. Non è poca cosa lasciarsi attrarre dalla bellezza narrativa di due giovani irrequiete pronte a concedersi un’avventurosa storia d’amore in una terra tanto lontana. Crediamo pure sia piacevole. E, a proposito di piacevolezze, non si trascurano certo le menzioni del rito del tè!



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