La Rabbia e l’Orgoglio

La Rabbia e l’Orgoglio
L’11 settembre 2001 Oriana Fallaci si trova a New York, in quegli Stati Uniti che sono diventati la sede del suo esilio volontario. È sconvolta dalla brutalità assassina degli attentati alle Twin Towers e, tra una sigaretta e l’altra, scrive nervosamente appunti e riflessioni al vetriolo su questa tragedia annunciata, annunciata dalla tolleranza e dal rispetto nei confronti di chi, da sempre, predica odio e violenza in nome della religione. Questo Oriana lo sa; gli anni da reporter di prima linea valgono più delle migliaia di riflessioni delle cicale dei salotti, buone solo a vomitare il perbenismo tipico di chi è sempre stato col culo al caldo. Che ne sanno loro della guerra? Che ne sanno loro dell’ odio? È arrivato il momento di aprire gli occhi…
Mi trovo sinceramente in difficoltà nel dover commentare questa discussa e per alcuni versi discutibile opera di Oriana Fallaci, penna tra le più acuminate (e per questo più odiate) del giornalismo italiano. Si tratta, senza mezzi termini, di un ferocissimo atto d’accusa nei confronti dell’Islam e della mollezza con cui si è consentita la proliferazione di una religione violenta ed estrema in un Occidente già sufficientemente problematico e in crisi di identità. Il bisogno di attribuire la colpa degli attentati attraversa aspramente tutte le pagine, pagine brulicanti di confronti tra “noi”, rappresentanti dell’Occidente civilizzato, e “loro”,  barbari seguaci della religione di Allah, feroci e oscurantisti. È evidente come una contrapposizione così tranchant possa attirare polemiche e suscitare infiniti dibattiti consumabili in ogni dove, dalle roventi tastiere dei social network agli studi televisivi, ma la mia analisi non deve valutare il libero pensiero di un’autrice, ma piuttosto valutare il modo in cui tale pensiero è espresso. E ne La Rabbia e l’Orgoglio (i maiuscoli non sono un refuso) è espresso meravigliosamente bene. La prosa della Fallaci non lascia respiro, è impetuosa come un treno in corsa e non può non conquistare, a meno che non si sia ideologicamente prevenuti, ma, in questo caso, torneremmo nuovamente alle riflessioni e non alla loro modalità espressiva.  Sulle riflessioni, ovviamente, c’è molto da discutere ma, alla luce dei recenti eventi che stanno insanguinando il Medio Oriente, non si può dire che l’impeto post 11 settembre della Fallaci - seppur carico d’astio - non abbia colto nel segno, avendo messo nel mirino non solo l’Islam, ma anche un’ Europa debole e incapace di adottare scelte forti per salvaguardare un Occidente che sta affrontando un vero e proprio scontro di civiltà. 

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