La ragazza che guardava fuori

La ragazza che guardava fuori
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Andrea non ricorda più quando ha iniziato a mescolare l’alcool con i sonniferi, quando è cominciata la sua discesa agli inferi. Anzi, lo sa bene, ma preferisce dimenticarlo, perché fa troppo male. Oggi è una giornata speciale per lei: esattamente due anni fa si è lasciata alle spalle la sua vecchia prigione, il piccolo appartamento in calle Santa Maria a Barcellona, per trasferirsi nella casa in cui si trova ora, a Mataró. Suo marito Nico ce l’ha ancora con lei per quell’appartamentino che aveva voluto affittare a tutti i costi. Era minuscolo e la strada sottostante estremamente rumorosa e mal frequentata. Ma lei lo aveva voluto fortemente, perché in quella stradina era stato ambientato uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi, secondo lei: L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafón. In quella casa Andrea aveva cominciato a scrivere un romanzo noir, tappandosi giorno e notte tra quelle quattro mura, senza spremere una riga decente in realtà e cominciando a poco a poco a perdere di vista tutti gli amici. L’unica persona che frequentava con assiduità era la vicina di fronte, Clara, una donna speciale, di quelle capaci di illuminare una stanza entrandovi. Clara le manca spesso, molto; gli ultimi a vederla viva erano stati proprio Andrea e Nico, perché quella sera Clara li aveva invitati a casa sua per una pizza. Poi, nella notte, erano stati svegliati dalle sirene della polizia ed avevano appreso che Clara era morta: arresto cardiaco per overdose di eroina. Restare in quel palazzo era diventato troppo doloroso e così, poco dopo, si erano trasferiti nella casa in cui vivono ora, un posto più tranquillo, un rifugio dove metter su famiglia. Ma il figlio non è arrivato e, nella nuova casa, Andrea continua a cercare di scrivere qualcosa, mentre Nico è tutto il giorno in ufficio, fa l’avvocato. In realtà lei passa buona parte delle sue giornate a spiare, dalla finestra della cucina, i vicini e le loro eterne abitudini: Antonio, che un paio di volte al mese getta nella spazzatura sacchi enormi e pesantissimi; Alicia che fa jogging sempre insieme al cane Matías; Federico, che nutre i gatti randagi; María, che ogni mattina saluta il marito Carlos con un bacio sulla porta di casa…

Non è facile fidarsi della protagonista del romanzo di Lorena Franco, Andrea, perché lei per prima non si fida del tutto di se stessa. È una donna complicata, in piena crisi matrimoniale, imbottita di calmanti e psicofarmaci e prossima all’alcolismo. Eppure, da alcuni frammenti di ricordi, affiorano dettagli di una vita passata, in un altro quartiere, in un’altra casa abitata da un’Andrea diversa, vitale e brillante. Un’Andrea ben lontana dalla voyeur che, rimandando al protagonista di La finestra sul cortile di Hitchcock, trascorre gran parte della sua giornata, in una casa che è diventata prigione e protezione allo stesso tempo, ad ipotizzare gli scenari più bizzarri per i vicini, di cui dalla finestra scruta ogni movimento. Gente che conduce vite prevedibili, ordinarie ed apparentemente mediocri, ma la mediocrità, si sa, spesso nasconde sorprese. E così si scoprono matrimoni che non sono così perfetti come appaiono, mariti che sono solo l’ombra di quello che erano, cognati che nascondono scottanti segreti, rapporti equivoci ed insospettabili, intrighi, tradimenti e sparizioni. E il thriller decolla, scandito da eventi descritti di volta in volta dalla voce di ciascuno dei personaggi, ognuno dei quali aggiunge un tassello all’intricato nodo di segreti e bugie, prima di passare il testimone al personaggio successivo. E Andrea, pur spaventata, stordita e depressa, riesce a trovare la forza per impadronirsi di nuovo della propria vita e pretendere risposte a domande che per troppo tempo ha evitato di porre, anche a se stessa, per cercare di ricomporre il puzzle della propria esistenza. Il finale, imprevedibile e sorprendente, fa di questo thriller scritto con stile tagliente e preciso in cui ogni mossa è studiata per creare attesa e nel quale il gioco di schemi sapientemente creato dalla Franco si disvela solo nelle ultime pagine, una lettura altamente adrenalinica ed una vera sfida anche per i lettori più abituati ai meccanismi di questo genere letterario.



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