La ragazza del villaggio Dinka

La ragazza del villaggio Dinka
Alek è una bambina di otto anni di etnia dinka, la settima di nove fratelli. Vive in un piccolo villaggio del Sudan. È bellissima, pelle nerissima, occhi scuri e penetranti, fisico slanciato e prestante, una pantera che dai genitori ha ereditato solo il meglio. È anche felice: fino a quel momento non ha conosciuto l’orrore del conflitto. Ma ben presto la guerra civile torna ad infuriare, uccidendo la sua infanzia. Insieme alla sua famiglia, come gran parte della comunità del villaggio, si mette in viaggio per sfuggire ad una sicura cattura o ancor peggio alla morte. Inizia così un’odissea attraverso territori desertici, attraverso le dune di sabbia, attraverso il caldo insopportabile, la sete, le privazioni, costantemente sotto la minaccia degli attacchi dei guerriglieri sempre pronti a stanare i fuggiaschi. Il viaggio termina a Khartoun, ma anche lì nella capitale non è facile nascondersi, dovendo far i conti anche con i contrasti e l’intolleranza scaturita dalle differenze di etnia, religione. La situazione continua a peggiorare, la fame dilaga, le violenze si moltiplicano tanto che Alek - stanca di tutto e di tutti - decide un giorno, di sua iniziativa, di prendere un aereo per raggiungere la sorella maggiore da tempo emigrata in Inghilterra. Una volta a Londra, la vita per la giovane Alek prende subito un’altra piega e per quanto sia difficile integrarsi, soprattutto all’inizio, cambia radicalmente ed è possibile anche per lei costruire qualcosa di nuovo. Lavora sodo, si alza presto, cambia spesso occupazione: da baby-sitter a parrucchiera e persino addetta alla pulizia dei bagni della BBC. Lavora incessantemente per potersi pagare una scuola che le assicuri un futuro, impara la lingua, migliora giorno dopo giorno fino all’incontro che le cambierà la vita. La moda le si presenta come una possibilità, lei la coglie e in breve tempo la sua bellezza sarà trasportata sulle pagine delle più importanti riviste del settore e lungo le passerelle dei templi della moda. Milano, Parigi, New York divengono città conosciute, luoghi dove tornare. La sua bellezza genuina, conquista, affascina, convince...
Questo libro è il racconto di una vita coraggiosa, è una bandiera per il riscatto sociale, un inno alla vita, la prova che le cose possono cambiare e che il destino è spesso dietro l’angolo. Oggi Alek Wek non è solo la splendida modella apparsa sulle copertine di innumerevole riviste, ma anche una eccellente portavoce di progetti volti alla sensibilizzazione della questione del Darfur. Il romanzo può essere letto anche come un libro d’avventura se solo fossimo in grado di non pensare che si tratta di un’autobiografia, se non sapessimo che Alek è stata davvero profuga in un paese in guerra, se la tragedia del Darfur non fosse una terribile, concretissima realtà.

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