La ragazza delle camelie

La ragazza delle camelie
Alphonsine Plessis è ancora una ragazzina quando si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna, fuggendo dal suo paesino natale in Normandia e dalle illecite attenzioni del padre. A una come lei la vita non offre molte possibilità: prendere marito e condurre una vita modesta e ritirata in campagna è la migliore delle prospettive, ma lei non sembra interessata. È molto più attratta dalla vita varia ed eccitante della capitale, dai suoi boulevard affollati di carrozze, giovani dandy e dame eleganti, dai teatri, i ristoranti e i caffè esclusivi frequentati da tutta la Parigi che conta. Alphonsine è una bella ragazza dal fascino conturbante, la figura eterea e due occhi neri e sensuali. Caparbia e determinata, ha tutte le carte in regola per raggiungere la vita di lussi e divertimenti cui aspira. Cambia il suo nome nel più aristocratico Marie Duplessis e si cala perfettamente nella parte della gran dama, mantenuta da uomini facoltosi. A teatro vuole solo i palchi migliori, le sue mise sono sempre le più ricercate e adorna la sua casa di preziosi mobili e suppellettili, facendone il suo tempio, dove i sudditi-protettori vengono a renderle omaggio. Il suo ritrovo preferito è il Café de Paris, dove si intrattiene amabilmente con artisti e intellettuali, con alcuni dei quali intreccia relazioni sentimentali, come il pianista Franz Liszt e Alexandre Dumas figlio, cui ispirò il celebre romanzo La signora delle camelie. Nonostante la sua tragica fine a soli ventitré anni l’abbia proiettata nel mito e ne abbia fatto un’eroina romantica, ritratta prima nel romanzo di Dumas e poi nella celeberrima Traviata di Verdi, Marie fu sempre e soprattutto una donna pratica e calcolatrice, che si guardò bene dal legarsi sentimentalmente  a un uomo, se non per breve tempo e solo se disponeva di una rendita adeguata…
Se è vero che “le brave ragazze vanno in paradiso e le cattive dappertutto”, lo è stato certamente per Marie Duplessis, la cui vita, raccontata con vividezza di immagini da Julie Kavanagh, fu sempre vissuta all’insegna della libertà rispetto alle convenzioni e alla morale del tempo. Marie è una donna libera che ha scelto di dedicarsi ai piaceri della vita e di goderseli, al contrario di molte dame della “buona società”, imprigionate nelle loro gabbie dorate. Nonostante la sterminata bibliografia fornita dalla Kavanagh, mancano fonti di prima mano, come lettere (scarse) o diari, che possano illuminarci sul mondo intimo di Marie. La biografia su basa dunque su resoconti di terzi, ma è stata comunque ricostruita con abilità, con interessanti riferimenti ai movimenti artistici del periodo e al modello culturale di donna che rappresentavano.

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