La ragazza di carta

La ragazza di carta
Tom Boyd è uno scrittore di successo: dopo un’adolescenza difficile nei bassifondi, è diventato famoso dando alle stampe la “Trilogia degli angeli”. Raccontando la storia d’amore tra una umana e il suo angelo custode è riuscito a stregare i lettori di tutti i continenti. Catapultato tra le star del jet-set, Tom si fidanza con Aurore, splendida e talentuosa pianista: tutto sembra perfetto, finché la musicista di colpo decide di troncare la loro relazione, proprio mentre lui pensava di chiederle di sposarlo. Tom cade così in una depressione senza fondo, tanto che non riesce neppure a concludere l’ultimo libro della sua epopea. Nel momento del bisogno a preoccuparsi davvero per lui restano solo i suoi amici storici, quelli del quartiere in cui è cresciuto: Carole, poliziotta con un’infanzia di abusi alle spalle, e Milo, che è anche l’agente letterario di Tom e che per colpa di alcuni investimenti sbagliati sta per mandarlo in bancarotta. Per evitare di perdere tutto, lo scrittore deve terminare il romanzo che il mondo intero sta aspettando col fiato sospeso: ma come ritrovare l’ispirazione? Tutto sembra perduto quando appare Billie, una misteriosa ragazza che sostiene di essere una delle protagoniste dell’opera di Tom, precipitata nel mondo reale da una pagina stampata male. Lei lo trascinerà in un’avventura che gli renderà non solo la voglia di scrivere ma soprattutto quella di vivere…
La ragazza di carta sembra prendere le mosse dalla vicenda personale del suo autore, affermato scrittore proprio come Tom: Guillaume Musso, classe 1974, ha già venduto oltre tre milioni di copie in tutto il mondo. Qui intreccia una vicenda movimentata e ricca di colpi di scena, che si muove tra gli Stati Uniti, il Messico, Roma e Parigi, e si legge tutta d’un fiato. Se non avete pretese di elevata qualità letteraria e volete solo affondare i denti in una storia che vi faccia compagnia nelle sere d’inverno, questo è il libro che fa per voi. Si tratta del classico best-seller ricco di buoni sentimenti e conversioni sulla via di Damasco, dove a tutti viene data una seconda occasione per rimediare ai propri errori e l’happy end è un diritto inalienabile. Peccato per il finale forse un po’ troppo eccessivo persino per questo genere: il coup de théâtre risolve la situazione nel migliore dei modi per il protagonista ma lascia qualche perplessità sul piano della trama. Se siete disposti a sacrificare la congruenza narrativa in nome del trionfo dell’amore, perdonerete facilmente Musso. Altrimenti, vi consiglio di dedicarvi a qualche altra lettura. 

 

 

 

 
 
 
 
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