La ragazza scomparsa

La ragazza scomparsa

Kim è un’ispettrice di polizia. Schiva, scontrosa e disillusa. Colpa di un passato non troppo semplice: ha vissuto sbattuta da una famiglia affidataria all’altra. Il caso di Dewain è ancora fresco: un ragazzo ucciso per colpa di una reporter senza scrupoli e dei suoi scoop usciti nei momenti meno opportuni. Se solo Tracy avesse fatto uscire l’articolo qualche ora dopo, forse la vita di Dewain sarebbe salva. Deve starle lontana e smetterla di invischiarsi nei casi che le vengono affidati. Il rapimento di Amy e Charlie, per esempio. Due ragazzine, amiche per la pelle, improvvisamente scomparse. Il caso è stato affidato proprio a Kim, su esplicita richiesta di una delle due madri: Karen. Un nome, innumerevoli ricordi. Tristi e dolorosi ricordi. Kim non permetterà che il rapimento abbia lo stesso epilogo di quello di un anno prima. Stessa dinamica, sempre due ragazzine. Emily ce l’ha fatta, Suzie no. La madre di Suzie non ha avuto neanche la possibilità di piangere il corpo della figlia, mai più ritrovato. Per Amy e Charlie non deve andare così. Kim le riporterà entrambe a casa. Vive…

Per scrivere certi romanzi, dalla trama abbastanza “battuta” e dalle dinamiche più o meno già lette, ci vuole un gran coraggio. Il rischio è di annoiare un lettore ormai avvezzo a determinate dinamiche narrative e tipologie di thriller, farlo trascinare faticosamente fino alla fine – se va bene. Eppure Angela Marsons, assolutamente non nuova al genere, riesce a tenere l’attenzione alta. Fino alla fine. Nonostante sia molto semplice dedurre il lieto fine, la scrittrice riesce a coinvolgere chi legge sin dall’inizio. La struttura in brevissimi capitoli de La ragazza scomparsa aiuta molto e rappresenta un ottimo espediente per tenere sempre viva l’attenzione sull’evoluzione della storia, non tanto per la storia in sé, quanto per l’intreccio vero e proprio. Sappiamo sin dall’inizio come andrà a finire la storia, conosciamo alla perfezione i colpevoli. Ma è tutto qui? In realtà la consapevolezza del “chi, come, quando” ci prepara a un exploit raffinato, in cui le dinamiche (e problematiche) psicologiche diventano assolute protagoniste. Conosciamo il Soggetto Uno e il Soggetto Due. Ma c’è anche un Soggetto Tre, inaspettato. Il prologo trova finalmente il suo anello di congiunzione e il cerchio si chiude. I cattivi vengono puniti, i buoni trovano la pace. Come nei migliori film.



 

 

 
 
 
 

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