La regina della casa

La regina della casa
Samantha Sweeting ha solo 29 anni ma è già un’affermata avvocatessa dello studio legale Carter Spink, uno dei più importanti della City londinese. Samantha non sbaglia mai un colpo, ha un quoziente intellettivo superiore alla media e scandisce il suo ritmo lavorativo sulla base dei soldi che fattura ai clienti ogni sei minuti. Il suo sogno è quello di diventare socia dello studio. Per inseguirlo ha lavorato giorno e notte per anni, trascurando ogni sorta di faccenda domestica, ma trascurando anche se stessa: i vestiti sempre spediti in lavanderia (e per lei li ritira ogni volta la vicina di casa impicciona), la cena sempre consegnata espressa a domicilio, la nuova donna delle pulizie in preda al panico nel tentativo di porre ordine a tanto caos. Tutto ciò però non importa, perché il sogno di Samantha potrebbe trasformarsi in realtà, ce l’ha quasi fatta… ma proprio il giorno in cui si deve decidere della sua nomina accade qualcosa: Samantha sta riordinando la scrivania - la più disordinata di tutto l’ufficio (ma poco importa, data la sua efficienza) - quando sotto una pila di scartoffie trova un atto che avrebbe dovuto registrare settimane prima presso l’Ufficio del registro delle imprese. Come ha fatto a non accorgersene? Proprio lei che non sbaglia mai? Capisce che ha appena fatto perdere cinquantamila sterline alla Carter Spink e che questo errore le costerà sia la nomina sia il posto di lavoro. Sconvolta, scappa dal suo ufficio senza una meta ben precisa: si ritrova dopo poche ore in aperta campagna, bussa ad una porta per chiedere un’aspirina perché un forte mal di testa l’ha colpita, ma viene scambiata per la governante che la famiglia sta aspettando. Incredula ma incuriosita decide di accettare questo ruolo, mentendo spudoratamente ai coniugi Geiger sulla sua identità, e non avendo la benché minima idea di ciò che si fa per mandare avanti una casa. Ma giorno dopo giorno, il calore umano proveniente da quell’ambiente le farà provare sensazioni nuove, scoprire e imparare cose che non aveva mai sperimentato prima in maniera così intensa: l’amore, primo fra tutti.  E quando Samantha, un po’ navigando in Internet, un po’ facendo lavorare il suo cervello, scoprirà la verità su ciò che è successo alla Carter Spink dovrà decidere se accettare o meno il ruolo di socio anziano che l’azienda intende affidarle per farsi perdonare da lei, e quindi dovrà decidere se tornare quella che era o restare quella che è diventata…
Dopo Rebecca Bloomwood, protagonista di tutta la serie targata I love shopping, dalla penna magica di Sophie Kinsella ecco spuntare un’altra donna che ha il coraggio di mettersi in gioco e di rinascere. Impossibile non volerle bene fin dall’inizio, quando madre e fratello, troppo presi dalla loro attività lavorativa, non si presentano alla cena di compleanno di Samantha e si limitano a farle degli auguri telefonici, ma anche quando di fronte un tostapane e una lavatrice non sa nemmeno quale sia il tasto d’accensione. Dietro i toni ironici e frizzanti, la Kinsella riesce a mettere in luce quanto siano diversi i due mondi che si incontrano – e da un certo punto in poi si scontrano – in questo romanzo: quello frenetico, della City londinese in questo caso, ma che potrebbe essere una qualunque metropoli di oggi, fatto di uomini e donne d’affari, assoggettati ai ritmi del loro lavoro a tal punto da non accorgersi nemmeno del panorama che li circonda (“Io non voglio essere una che non guarda dal finestrino” dice Samantha al suo collega Guy) contrapposto a quello bucolico, che dà al tempo il giusto valore e che si contraddistingue  per i gesti e i valori più genuini. E mentre sto leggendo le ultime pagine, in testa mi risuona all’improvviso la frase d’esordio di una delle più belle poesie di Neruda: “Lentamente muore colui che diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi gesti”. L’errore in cui ognuno di noi non dovrebbe mai cadere e questo romanzo ci insegna, tra le righe, come poterlo evitare.

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