La regina di Saba

Gerusalemme, tra il 970 a.C. e il 930 a.C. Sono quasi dieci anni che Adoniram ha rinunciato al sonno, ai festini, a una vita tranquilla. Sono dieci anni che lavora per accontentare i desideri del re Solimano Ben-Daud, il saggio Salomone. Maestro Adoniram spende ogni momento della sua vita per ideare e modellare le grandi figure che orneranno il Tempio che re Salomone vuole consacrare a  Adonai. Legioni di abili operai, artigiani, fonditori, muratori, tagliapietre eseguono con precisione ogni ordine di Adoniram, ma più il lavoro avanza più il maestro è inquieto, gli appare debole la razza umana, insufficienti e limitati i mezzi del tempo per poter realizzare quello che la sua mente geniale riesce a generare. L'ammirazione che il re tributa ai suoi progetti per realizzare la settima meraviglia del mondo, non gratificano Adoniram, che invece prova pena per se stesso ridotto a tali mansioni. Oggi, nonostante l'immenso lavoro che c'è ancora da fare, il re ha imposto a tutti il riposo. A Gerusalemme sarà festa per l'arrivo della regina del Sud, la principessa dello Yemen, la divina Balkis, che viene a visitare  re Solimano, a mettere alla prova la sua decantata saggezza e ammirare lo splendore creato dalle mani del popolo ebraico. Si dice che la bellissima regina dei Sabei voglia sposare Solimano Ben-Daud...
Pagine che potrebbero benissimo comparire tra i racconti del Corano o della Bibbia: la regina di Saba è quella di cui si parla nella Genesi, Salomone è il saggio a cui sono attribuite le stesure di libri importanti del Primo Testamento. Lo sguardo dell'autore però smitizza queste figure, quasi a suggerire che non sempre la fama è giustificata dalla realtà, anzi spesso è solo il risultato di una buona  pubblicità! Gérard de Nerval aveva inserito La regina di Saba all'interno del suo Viaggio in Oriente fingendo che fosse una narrazione raccolta sul luogo, ma quasi subito scelse di pubblicarla singolarmente sul "Pays" per darle maggior respiro e ricavarci anche un compenso economico. Lo stile letterario riecheggia egregiamente quello degli anticchi scritti e la struttura del romanzo ha un'impostazione che lo rende adatto a rappresentazioni teatrali: trame di palazzo, personaggi che sono semidei, l'anello magico, l'upupa indovina, i figli del fuoco e quelli del fango, il saggio che saggio non è, il potere, la ricchezza e una bella, giovane donna intelligente. Senza far mai calare la tensione narrativa, Gérard de Nerval  mescola con arte cose viste e cose inventate, evoca leggende e mitologie che hanno radici nella Mezzaluna Fertile, inebria il lettore con ironiche osservazioni sulle relazioni umane, lo traina dentro ricche ambientazioni orientali, lo immerge nei profumi e nelle spezie, lo avvolge nello splendore dei costumi.  La regina di Saba è un piccolo capolavoro del Romanticismo europeo che Adelphi ha avuto il merito di riproporre, un romanzo anche divertente, dal sapore antico e di gusto contemporaneo, che vale la pena di leggere.

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