La reliquia di Costantinopoli

La reliquia di Costantinopoli

Nell’aprile del 1565 nella città di Venezia vengono avviati scavi nei camposanti per disseppellire i resti dei morti presenti e fare spazio a quelli dei nuovi cadaveri. Un ultrasettantenne a nome Giovanni osserva in silenzio il becchino sudato e infangato che nell’angusto cimitero di San Zaccaria dissotterra ossa e le ammucchia senza fare alcuna distinzione in un grosso sacco. Con un compenso di tre scudi l’anziano lo convince ad abbandonare le fosse aperte e le lapidi ribaltate, per andare a scavare nel punto in cui riposa da lungo tempo Gregorio Eparco, che gli fu tutore nel periodo della sua giovinezza. Ciò che preme a Giovanni è recuperare un antico volume in pergamena con un elegante coperta di cuoio scuro che egli aveva sepolto sotto la nuca di Gregorio. Si tratta di un diario che il precettore gli aveva recato in dono, nel quale egli aveva annotato le sue avventure di mercante a far data dal 1452, l’anno, che precedette la conquista di Costantinopoli da parte dell’esercito ottomano del Sultano Maometto II. E le peripezie che mise in atto, insieme con l’arguto socio ebreo Malachia Bassan, dinanzi ai saccheggi cui fu sottoposta l’antica capitale dei Cristiani d’Oriente, per trovare le sacre reliquie e metterle in salvo…

Nato a Monselice nel 1978, Paolo Malaguti ci consegna un nuovo corposo e romanzo storico acuto, stimolante, divulgativo e al contempo colto, che ha tutte le carte in regola per compiacere le aspettative degli amanti del genere. L’intento appare quello di far rivivere, attorno alle vicissitudini di protagonisti immaginari, accadimenti di ordine generale che interessarono la vicenda storica dell’assedio di Costantinopoli condotto nel 1453 dagli Ottomani. Anche in questo suo quarto fluviale volume, lo scrittore veneto ha buon gioco ‒ avvalendosi di una scrittura abbacinante e di una serrata conoscenza della materia storica mai disgiunta da una guizzante vitalità narrativa ‒ nel mettere in campo una approfondita e dettagliata documentazione sulla vita e l’ambiente storico dell’epoca che fanno da cornice alla trama, nel tratteggiare una minuziosa descrizione dei luoghi e del costume sociale fino nei più curiosi fenomeni marginali. E proprio nelle divagazioni di una dotta ricostruzione storica mai prevaricante rispetto al movimento e alla suspense della narrazione, risiede l’elemento di maggior fascino di un appassionante romanzo di avventura che ci sentiamo di raccomandare fortemente al lettore come fonte sicura di curiosità e di piacere.



 

 

 
 
 
 

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