La Repubblica di Platone

La Repubblica di Platone
Risalire alle risonanze filosofiche e culturali sottese a una trama di dialoghi antichi per riaffermare il diritto alla ricerca di una verità, come risposta alla situazione di disagio e di insufficienza da cui si desidera uscire. Alla luce di questo fermo proposito, la ritrascrizione della celebre opera platonica si presenta qui in una attualizzante e suggestiva dimensione teatrale. Una sorta di commedia filosofica nella quale il rigore dei solenni temi trattati – dalla giustizia alla politica, dall’arte alla famiglia, dall’etica alla metafisica - si coniuga con impagabile godimento al vezzo ironico e polemico di un Socrate perennemente dialogante. La trasposizione in un tempo metastorico, ma segnato tuttavia dall’uso di un linguaggio moderno e dall’evocazione di riferimenti all’età contemporanea, non risparmia nemmeno il mito della caverna che trova ambientazione in una sala cinematografica. Per non parlare dell’organizzazione della vita sociale che, pensata per dare vita a un sistema basato sul principio della condivisione dei beni comuni oltre che dei valori universali, finisce per costituire un richiamo diretto al modello comunista…  
Per una volta non sarà azzardato definire fondamentale l’ultimo libro del grande filosofo francese Alain Badiou dedicato alla riscrittura della Repubblica di Platone, imponente punto di osservazione dalla cui prospettiva è ancora possibile gettare uno sguardo critico e comparativo sulla nostra vita contemporanea. La pubblicazione dell’opera, che ha avuto una gestazione di sei lunghi anni ed è  stata curata in Italia da Ilaria Bussoni, costituisce un portentoso ricostituente di vitamine mentali. In essa Alain Badiou - ultimo rappresentante di quella illustre stagione della filosofia francese che va da Jean-Paul Sartre a Jacques Derrida - appare impegnato a estrarre dal testo platonico concetti e categorie di tipo filosofico utili a far affiorare il terreno comune all’interno del quale lezioni attuali vivono alla luce del rimando di epoche lontane. La tesi del libro, che a mano a mano affiora nei dialoghi socratici, è rappresentata dal recupero di una concezione del pensiero filosofico capace di uscire dalle secche del relativismo. Per tornare a spaziare nei vasti terreni della vita umana con una  rinnovata vocazione alla dimensione dell’infinito. Senza mai indugiare in passatismi e anacronismi, ma cercando al contrario di percorrere un direzione attualizzante, Badiou riesce a trasformare la filosofia da problema teorico a un progetto concreto in cui le idee perdono astrazione concettuale e vengono messe al servizio di una virtuosa condivisione possibile.   

 

 

 

 
 
 
 
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