La ricerca del legname

La ricerca del legname
È scomparso Rudy, dalla comunità sotterranea dei topi. Fernando, ex poliziotto ed ora come tanti investigatore privato, è sulle sue tracce. Ma non è facile. Rudy era un wood runner, impelagato nei traffici di legname, mutante nell'io e nel corpo e soprattutto desideroso di cercare il ‘fuori’, fuggire dalle inferriate per vedere il mondo altrove, quello che i topi di norma non dovrebbero conoscere. O forse era solo stufo di stare sottoterra. Il detective è stato incaricato delle ricerche dalla affranta e promiscua madre, una di quelle che a detta di molti è solo “una poveraccia di quelle che perdono cinque figli su dieci quando sono piccoli, per caduta nei canali o rapimento”. Di Rudy tutti o quasi sembrano sapere poco o nulla, ma Fernando non demorde, in fondo ha lavorato fianco a fianco con El Tira, il nipote di Josephine la cantante, il poliziotto più famoso da quelle parti, il cui nome è conosciuto persino nel quartiere disperato e borderline di Islabonita. È poi arduo districarsi nella matassa soffocante di questo sotterraneo, un mondo corrotto  ed iperattivo, che nasconde molti inquieti misteri, molte fughe e scomparse, come qualsiasi frontiera, dove non si sta mai dalla parte giusta ma neanche completamente da quella sbagliata. Ed il segreto ovviamente andrà svelato attraversando le inferriate e vedere che fine ha fatto il povero Rudy, magari come altri si è tramutato in porcospino e fa un’altra vita…
Uno scenario che ricorda sicuramente "Blade runner", ma che secondo me ha lontani punti di contatto persino con il film di culto di John Carpenter “1997: fuga da New York” per ambientazione, claustrofobia, dissidio fra il dentro ed il fuori. C’è poco di fiaba, comunque. È un racconto noir, dallo stile nervoso e rapsodico, con evidenti stilemi tipici del postmoderno più classico. Numerose infatti le citazioni, evidenti o sottotraccia. L’eroe locale, temuto e  riverito, El Tira, è un topo famoso di suo, almeno come nome. Era nato dalla fervida penna di Roberto Bolaño, il pirotecnico e fluviale scrittore cileno scomparso nel 2003, autore  tra l’altro di una raccolta di racconti, Il gaucho insostenibile, dove appare appunto il roditore detective ne Il poliziotto dei topi. Tanto per dire poi, Josephine la cantante, sua nonna a detta di Bolaño, è tratta niente di meno che da uno dei racconti più famosi di Kafka, dove appunto appaiono topi. Letteratura su letteratura, meta - o iper - che dir si voglia. Nel testo in questione però ci sono molta più cupezza  e malinconia, c'è deserto affettivo,solitudine e paura. Minacce incombenti, un mondo esterno estremamente variegato ed aggressivo, quando non in preda al disfacimento. Una visione insomma non proprio luminosa, per un racconto lungo che può facilmente sorprendere e piacere. Una dimostrazione di come la casa editrice :duepunti si muova con agilità, caparbia e innovazione nei meandri del mondo editoriale per così dire undergound, almeno con questo testo facente parte di una collana specificatamente dedicate alla narrativa su animali. L’autore, Marino Magliani, narratore e traduttore del 1960, vive appartato nella provincia olandese. 

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