La ricetta perfetta

La ricetta perfetta
Dopoguerra. Un giornalista che scrive per un giornale locale svedese tutte notizie inventate di sana pianta viene scoperto e licenziato proprio mentre si accinge a spedire al giornale un reportage su un misterioso straniero giunto in un remoto paesino del nord della Svezia, che si sospetta sia il criminale nazista Martin Bormann sotto mentite spoglie. Tanti anni dopo, l'uomo, ormai molto anziano e ricoverato in un ospizio, ricomincia la storia da dove l'aveva interrotta anni prima. Il misterioso straniero e un maestro di scuola si mettono alla ricerca, nella Svezia infestata dalla TBC, di tutte le versioni della popolare pietanza pölsa, girando con la motocicletta di villaggio in villaggio...
La pölsa è un piatto tradizionale svedese di difficile definizione, in cui hanno un ruolo insospettabilmente importante l'improvvisazione e la varietà degli ingredienti, che di solito comunque a quanto pare sono carne tritata, interiora, cipolla, spezie, formaggio, birra, resina di pino, tutti mescolati e cotti a lungo fino a formare una pasta compatta da far freddare per poi affettarla e servirla con patate lesse e a volte uova. Sapori diversi, forti, insoliti: proprio come quelli che ci regala il romanzo di Lindgren, che ha avuto un enorme (e meritato) successo in patria ed è stato tradotto in 20 lingue. Fondere in un unico intreccio uno spunto narrativo kafkiano (un vecchio inventa storie che noi viviamo pagina dopo pagina, fino a confondere sogno e realtà), la storia di Martin Bormann, uno dei luogotenenti di Hitler, che dopo la caduta di Berlino fuggì in Svezia dove si spacciò per venditore ambulante in campagna, l'ossessione di Lars Hogstrom, che scampato alla TBC la insegue nelle zone più remote del nord e infine un'odissea gastronomica in sella ad una motocicletta tra la neve alla ricerca delle radici di una delle pietanze più bizzarre mai concepite è impresa non da poco, ma l'esperto e talentuoso Torgny Lindgren la porta a termine con maestria, a tratti con disinvoltura e leggerezza. Il romanzo è ambientato nella regione scandinava del Vasterbatten: solo paesaggi innevati, fattorie isolate e foreste di abeti silenziosi e solenni. E' la regione natia dell'autore, che non rinuncia a descrivere se stesso bambino in un inatteso capitolo autobiografico (Lindgren ha sofferto di TBC e ha tra i suoi ricordi d'infanzia più vividi la visita di due stranieri amanti del canto nella sua fattoria di Raggsjö). Uno sfondo perfetto per un'allegoria sulla verità, a ben pensarci, e anche per una riflessione sulla vita e sulla morte, ma senza verbosità o pretenziosità, con immagini a metà tra Bergman e Kusturica e un originale linguaggio volutamente ricco di termini desueti perfettamente reso dalla impeccabile traduzione.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER