La rinascita delle città-stato

La rinascita delle città-stato
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Novembre 2016: le elezioni presidenziali USA sono alle battute finali. Il risultato finale, impossibile da pronosticare anche per i sondaggisti più audaci, è la vittoria del tycoon Donald Trump. La politica statunitense si è incattivita e abbassata di livello, e soprattutto la democrazia americana già decantata da Tocqueville è un falso mito. Abbiamo davvero bisogno di una democrazia che consegna il governo a personaggi inadeguati? Forse no, forse la democrazia è davvero sopravvalutata. Più che di democrazia, gli USA si sono dimostrati come la terra della sua degenerazione, eventualità preconizzata secoli fa da Platone: se l’aristocrazia in quanto “governo dei migliori” era considerata la migliore forma di governo, la democrazia era il gradino mediano fra questa e la tirannia. Oggi ci sono due stati che possono essere considerati dei modelli per il futuro della politica e per il concetto stesso di stato; uno è una democrazia, l’altro una tecnocrazia. Si tratta di Svizzera e Singapore, Paesi diversissimi e agli antipodi, ma che fanno dell’efficienza della propria governance l’unica ragione di esistenza. La Svizzera è una democrazia che si basa sul rapporto con la gente e referendum frequentissimi per far decidere il popolo, Singapore è stato gestito a lungo quasi come una perfetta azienda di famiglia. Malgrado le differenze palpabili, probabilmente “se Platone fosse vivo oggi sceglierebbe gli svizzeri, istruiti e impegnati, come i cittadini ideali della sua repubblica, e i tecnocrati di Singapore, con la loro rigorosa formazione, come i suoi Guardiani. Un ibrido fra queste due nazioni sarebbe il regime più noioso ma senza dubbio più efficiente del mondo”. Si avrebbe così un info-stato, ovvero una sono post-democrazia in cui si provano a conciliare priorità dal basso e management tecnocratico…

Quali sono le domande da porci prima di guardare con occhio critico all’attuale situazione geopolitica che ci appare un magma caotico? Innanzitutto va chiarita quale deve essere la funzione della politica: è molto semplice, la politica deve trovare l’equilibrio fra “prosperità e vivibilità, apertura e protezione economica, governance efficace e ascolto della voce dei cittadini, individualismo e coesione, libertà economica e welfare. Forse di fronte a ciò deve scomparire l’idea che la democrazia sia di per sé un valore, se la democrazia produce le storture e le inadeguatezze dell’attuale classe politica, e il malcontento dei cittadini è più che comprensibile. L’unica cosa che conta è riuscire a far fronte ai bisogni fondamentali dei cittadini, che lo si faccia con una democrazia fortemente partecipata come quella elvetica o con il potere ai tanto odiati tecnocrati poco importa. Oggi la Svizzera (democrazia), Singapore (“città-stato” tecnocratica) e la Cina (superpotenza a guida comunista) hanno in comune una cosa che giustifica la gestione impeccabile della macchina statale: sono guidate da una presidenza collettiva composta da un comitato di sette membri, laddove Europa e USA continuano ad affidarsi all’uomo solo al comando, andando incontro a delusioni sistematiche. Il breve saggio di Parag Khanna, studioso di politica internazioale quarantenne indiano ormai trapiantato negli Stati Uniti, già autore di Come si governa il mondo, Connectography e I tre imperi (tutti pubblicati in Italia da Fazi), ci porta a una conclusione molto precisa: “Nei prossimi decenni la competizione globale punirà i sentimentali. Una società che potrebbe migliorarsi e non lo fa o è stupida o ha tendenze suicide – o entrambe le cose. Per i sistemi politici questo significa un’enfasi minore sulla democrazia e più attenzione alla buona governance”.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER