La rosa del califfo

La rosa del califfo

Segreti inconfessabili si nascondono in fondo agli occhi di Shahrzad, la califfa, mal considerata solo in virtù dell’uomo che ama e che ha sposato, quel Khalid Ibn al-Rashid accusato di ogni infamità. Tra tappeti che volano, potenti stregoni e palle di fuoco, c’è anche quel dono della magia appena scoperto che lei non sa come gestire, anzi di cui ha paura e non riesce a tenere a bada. Tutto intorno i consigli di guerra, i tanti soldati assetati di sangue e i mercenari al soldo degli emiri che vorrebbero affondare le proprie spade nel corpo del giovane califfo per vendicare qualcosa o qualcuno non le rendono la vita facile. Shahrzad è divisa tra una maledizione che potrebbe aver attivato proprio suo padre attraverso un libro misterioso di incantesimi, l’amore per quel signore di Rey, città gioiello del Khorasan, distrutta in buona parte dalla tempesta e l’amore della sua vita, da tutti considerato spietato e senza cuore, che contraccambia profondamente i suoi sentimenti. Per suo padre e suo marito è disposta a tutto, ingoia le lacrime e gli insulti che abitualmente mal sopporta, mette a tacere le sue reazioni sempre pronte, agisce di nascosto, non sempre con la complicità della sorella Irsa e di sicuro non senza sorprese. Ma viaggiando sopra le trame intessute di quel suo tappeto magico, Shahrzad alla fine regala un tuffo al cuore e una grande tenerezza...

Con l’atteso sequel de La moglie del califfo la scrittrice Renée Ahdieh non ha certamente deluso le aspettative dei suoi fan, che volevano conoscere la conclusione della storia di Shahrzad e Khalid. Imperversando, come la protagonista, tra una fiaba e l’altra, tra un enorme serpente volante e i potenti maghi a cui Shahrzad ricorre per salvare il suo amore, ci immerge quasi completamente in atmosfere che si rimpallano tra Le mille e una notte, di cui sono presenti non pochi richiami (a cominciare dal nome della protagonista) e l’Aladin di disneyana memoria. Nonostante questi riferimenti ben radicati nell’immaginario collettivo, nonostante la storia d’amore di sfondo, più forte anche di una maledizione, nonostante le rivalità tra clan e guerrieri, ad emergere con forza è una figura di donna con un carattere peperino, una donna che difficilmente si piega, che anzi si impone ed è sicuramente diversa da come, concettualmente, ci si possa aspettare la moglie del califfo, soprattutto per quel richiamo a un territorio in cui le donne sono più gradite chiuse nella tenda o a palazzo, ad occuparsi di faccende diverse e molto più... “casalinghe”. Ma Shahrzad è anche una donna saggia, al punto che il suo uomo, Khalid, riesce pure a lasciarsi sfuggire un “dovresti essere tu a regnare sul Khorasan mentre io languisco nella nostra camera da letto in attesa di soddisfare i tuoi bisogni”.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER