La sabbia di Léman

La sabbia di Léman

Dopo aver vissuto a Losanna il momento più intenso della propria storia d’amore, Carlo decide di partire per affrontare i propri demoni interiori e il senso di distacco che lo attanaglia. Ora che il razionale Sebastien, fisico nucleare al CERN, lo ha lasciato da un giorno all’altro per tornare con la moglie che aveva abbandonato per lui, sembra che la vita abbia perso la sua lucentezza. Ogni cosa nel luogo in cui vive gli ricorda il suo amante traditore: gli amici che hanno in comune e i luoghi che frequentavano. Carlo, pittore di cieli, sensibile e addolorato, parte per la Giordania in cerca di sé stesso. Durante la lunga, gelida notte di Capodanno, in compagnia della guida Amin, tra confidenze, ricordi e riflessioni, riesce a capire meglio la situazione emotiva in cui si trova. Sotto lo sguardo intenso del giovane arabo affronta il proprio dolore e le insicurezze che fino a quel momento gli hanno tolto il respiro. Parlano d’amore, di vita, di lavoro, confrontando le loro visioni sul mondo e cercando di comprendere le rispettive culture. Così di fronte al falò, avvolti in una coperta di pelo di cammello, affidano la loro anima a una danza sufi e al cielo immenso del Wadi Rum. “Ogni confine è fatto per essere superato, perfino quelli che chiamiamo naturali. Non averne la tentazione è davvero contro natura, proprio come un dolore che non scema mai”…

Napoletano di nascita ma trapiantato a Roma, Carmine Sorrentino vanta numerose esperienze artistiche in campo teatrale, inclusi progetti con finalità ricreative per anziani e bambini. Nei primi anni ’90 trascorre un periodo a New York dove studia regia ed è solo col rientro in Italia e a partire dal 2008 che coltiva con abnegazione la sua carriera come scrittore. Lo stile elegante e poetico è una sua caratteristica. Le parole scelte con cura per trasmettere emozioni rendono la storia del pittore Carlo e del suo viaggio di rinascita un testo intenso, quasi filosofico, sulla vita e il giusto approccio per affrontarla senza esserne travolti e sconfitti. Nello spazio di una notte si ha il tempo di gettare i semi per numerosi punti di riflessione e così tra i ricordi di Carlo e le chiacchiere con Amin, si inseriscono la bellezza del cielo, la magia delle costellazioni, la tragedia dell’Olocausto ebraico, il problema dell’esodo siriano e il misticismo della cultura sufista di cui Amin è seguace clandestino e che permette ai due uomini di lanciarsi in una danza appagante e liberatoria che li avvicina e mette ancor più in connessione le loro anime. Ma a ogni notte segue l’alba e anche questa non fa eccezione e Carlo può finalmente riprendere in mano la propria esistenza e ripartire con una nuova consapevolezza e qualche speranza in più.



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