La scelta decisiva

La scelta decisiva

14 dicembre, sud della Francia. Nella bella casa paterna di villeggiatura Simon ‒ affascinante quarantenne tedesco, professione traduttore ‒ vorrebbe guardare il mare attraverso la grande vetrata, ma la pioggia incessante non glielo permette. Nessuna distrazione possibile, quindi, dai suoi pensieri per nulla piacevoli. Doveva andare diversamente, aveva previsto di trascorrere lì le vacanze con i suoi due figli e per questo aveva dovuto dire a Kristina, la donna con la quale sta provando a ricominciare, che avrebbero trascorso il Natale separati. Lei non l’aveva presa bene, ma era ormai una cosa consueta discutere quando si trattava di qualcosa che riguardava la sua ex moglie e i suoi figli. Già, i figli, quei ragazzini capricciosi che invece hanno deciso all’ultimo momento di rimanere a casa con la madre e il suo nuovo compagno. Simon, allora, ha provato a richiamare Kristina per invitarla a raggiungerlo ma lei si è arrabbiata e lo ha lasciato. Ecco perché, nonostante il tempaccio, Simon decide di fare una passeggiata sulla spiaggia ed è in questo momento che la sua strada si incrocia con quella di Nathalie. Non sa bene come, né perché ma l’uomo si ritrova a occuparsi di quella giovane spaventata, magrissima in maniera anomala e ad un passo da svenire per la fame. Non sa nemmeno, Simon, che sta per ritrovarsi in un intrigo complesso nel quale non si riesce a capire da dove arrivi il pericolo, ma giorno dopo giorno, nel giro di una decina di giorni circa, diventerà chiaro che c’è gente spietata che non esita a sgozzare chiunque capiti in quella maledetta storia. E non saranno pochi coloro che subiranno questo destino, compresa la povera Kristina. Ma chi sono i cattivi? Cosa nasconde Nathalie? Chi è realmente Jérôme, il ragazzo per il quale lei si trova nei guai? Su una scia insanguinata di indicibili sofferenze, lungo la strada che va dalla Bulgaria alla Francia, Simon e Nathalie dovranno cercare di capire innanzitutto da cosa stanno scappando e imparare a non fidarsi di nessuno. Nessuno. Forse nemmeno di chi dovrebbe proteggerli…

Inquietante la storia che stavolta Charlotte Link - regina con poche rivali del thriller europeo, non per nulla soprannominata “Lady Bestseller” – sceglie di raccontarci. Una vicenda adrenalinica che, come capita spesso nella sua scrittura, si articola su più piani narrativi e attraverso fili che all’inizio sembrano appartenere a trame di tessuto diverso. Ma il lettore sa bene che non deve lasciarsi confondere e saper attendere pazientemente (non tanto però, perché si ritrova a divorare le pagine una dietro l’altra) che il quadro d’insieme si completi, in una spirale drammatica di violenza crescente che accomuna zone desolate dell’est e dell’ovest dell’Europa, dai sobborghi di Parigi alle strade dei paesi bulgari, fino ai loro boschi sommersi di neve. In pochi giorni a ridosso del Natale, in un clima reso estremamente teso dai recenti attacchi terroristici in Francia, i due protagonisti – una giovane instabile ma caparbia con una storia triste alle spalle, e un uomo che invece nel dramma si scopre forte, capace di riscattarsi da se stesso e dalla propria passività – devono affrontare fughe rocambolesche, rischi oscuri e nemici sconosciuti, in un crescendo di suspense fino ad approdare ad una verità terribile. Un commercio spregevole e disumano di giovani donne dell’est spinte dal desiderio di affrancarsi dalla miseria, se non quando dalla fame vera, ingannate da false promesse e destinate alla prostituzione, sostenuto e alimentato da protezioni ramificate e potenti: questo l’avversario pericoloso contro il quale l’inconsapevole protagonista si trova a combattere inerme, uno scontro dal quale l’uomo esce insperabilmente vincitore, perché – e questo è il bel messaggio che resta al lettore – forse, nel momento della necessità, contro ogni previsione, anche la persona più debole, sottomessa e passiva è capace di fare la scelta giusta, “decisiva”, non solo per l’altro ma soprattutto per se stesso. Anche una storia di riscatto, quindi, in certo modo, di un uomo che non nasce eroe – come ci dice l’autrice nella bella intervista che ci ha regalato – ma si ritrova a diventarlo piano piano. Una lettura piacevole e avvincente, come è sempre per i romanzi di Charlotte Link, consigliata anche a chi, per puro caso, non conosce ancora questa autrice e apprezzi questo genere.



 

 

 
 
 
 

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