La sceneggiatura

La sceneggiatura
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È l’alba quando la Porsche nera si ferma all’incrocio fra Mulholland e Laurel Canyon Boulevard. Il motore si sta ingolfando come suo solito, ma Jerry Rexford non ci bada più di tanto. Ha percorso la California in tutta la sua lunghezza e ora è finalmente giunto a destinazione. Non appena il motore si spegne, un’auto della polizia con due agenti molto giovani lo affianca; lo scrutano senza proferire parola. Jerry è uno scrittore con una grande varietà di interessi: si occupa di tutto, dai racconti ai copioni teatrali, dalle poesie fino a progetti in fase embrionale di sceneggiature e romanzi. Uno degli agenti alla fine gli chiede da dove venga, Jerry risponde che viene da nord e che è il suo primo giorno a Hollywood. È diretto verso una tavola calda che ha fra gli avventori soprattutto personaggi del mondo del cinema; “Schwab’s” rappresenta il suo desiderio di un caffè nella città dei suoi sogni, il simbolo del raggiungimento del suo obiettivo e il cinema che conta a portata di mano. Nella stessa mattinata, poco più tardi e qualche chilometro a ovest, Alexander Hellstrom è disteso sul suo letto al terzo piano della sua villa a Bel Air, una donna è raggomitolata dall’altro lato del letto e sbucano i primi segnali dell’alba a tingere di rosa quella giornata che è appena all’inizio. La ragazza si chiama Teresa di Veccio, ed è una bellissima ereditiera dell’East Coast, l’ha ritrovata la sera precedente a una festa a Holmby Hills ma la conosceva da tempo. A nord di Malibu una casa solitaria si erge sulla scogliera, e al suo intorno in quella ridente mattinata ci sono Richard Heidelberg e la sua fanciulla del momento Elektra Soong. Sono in due locali separati, lei sfoglia una rivista nella camera padronale, lui indossa in salotto un costume arabo creato con lenzuola, copriletto e altri mezzi di fortuna, convinto che potrebbe lanciare come nuova tendenza quel tipo di abbigliamento…

La sceneggiatura fu pubblicato nel 1981, e il titolo originale era Turnaround. Nel gergo da set un progetto si definisce “in turnaround” quando viene abbandonato dalla casa di produzione che per prima ne ha acquisito i diritti di produzione, e dunque viene vagliato da altre compagnie interessate a produrlo. Si tratta di un qualcosa che nel mondo del cinema avviene molto spesso, e proprio questo evento è alla base della trama di questo libro di Don Carpenter, un hard boiled hollywodiano che a tratti sembra assumere i toni fitzgeraldiani di Belli e dannati. Si tratta del terzo romanzo dello scrittore dedicato al mondo dorato del cinema americano dopo The True Life Story of Jody McKeegan (1975) e A Couple of Comedians (1979), che riportiamo esclusivamente col titolo originale perché in Italia non sono ancora stati tradotti. L’ambientazione non può non essere la decadente Los Angeles, dove proprio a margine di un progetto cinematografico si intersecano le vite di tre persone differenti e differentemente coinvolte nel making of del film in questione: Jerry Rexford è scrittore frustrato ma ambizioso, in gravi difficoltà economiche e che vuole fare carriera come sceneggiatore; Richard Heidelberg è un giovane regista sulla bocca di tutti, all’apice della sua carriera; Alexander Hellstrom è invece il dominus incontrastato in una casa di produzione, un dirigente potentissimo il cui parere conta moltissimo. Il frenetico intersecarsi delle loro tre vite porterà a esiti interessantissimi, con Hollywood che più che rimanere sullo sfondo si staglia sulla scena come fosse la vera protagonista della vicenda. Don Carpenter, che pubblicò dieci romanzi e moltissimi racconti, non ebbe in vita una reputazione come quella di cui gode oggi, cioè di autentico classico moderno. Raggiunse una discreta fama di sceneggiatore (il che spiega la sua tendenza ad ambientare i suoi romanzi nell’ambito del cinema) ma poi morì suicida nel 1995. Importante è l’iniziativa dell’editore Frassinelli, che oltre a La sceneggiatura ha pubblicato nel suo catalogo anche il suo ultimo romanzo I venerdì da Enrico’s, e chissà che non abbia in animo di fare lo stesso anche con altri suoi lavori.



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