La scomparsa di Stephanie Mailer

La scomparsa di Stephanie Mailer
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1994. Orphea, piccola cittadina statunitense habitat perfetto per gente dai modi pacati e dall’animo tranquillo, è in fermento per il locale festival teatrale, che coinvolgerà l’intera comunità e che potrebbe portare un po’ di vita in un sobborgo altrimenti spento. A Orphea, infatti, non succede mai niente. E il festival sembra l’occasione giusta per risollevarsi un po’ dalla noia. Ma tutto precipita e quella noia, quella penombra che ha sempre avvolto i cittadini del piccolo agglomerato nelle vicinanze di New York si macchia di rosso. Il sindaco, sua moglie e suo figlio vengono brutalmente assassinati e nei pressi dell’abitazione viene trovato anche il cadavere di una giovane donna. Jesse Rosenberg e Derik Scott, agenti della polizia locale, in breve riescono a risolvere il caso e la pace viene restaurata in città… 2014. Vent’anni dopo Orphea pare quasi aver dimenticato quei tragici avvenimenti. Rosenberg adesso è a capo della polizia, la sua vita procede tranquilla verso un beato pensionamento quando viene avvicinato da una donna, Stephanie Mailer, secondo cui la serie di omicidi non è mai stata risolta realmente. L’assassino non è mai stato preso. La Mailer pochi giorni dopo scompare…

Joël Dicker è tornato! Il ginevrino che con i suoi gialli ha incantato i lettori di tutto il mondo è in libreria con un nuovo, strepitoso e acclamato romanzo. Classe 1985, Dicker ha esordito nel 2011 con Gli ultimi giorni dei nostri padri, riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico, e tra il 2012 e il 2013 ha raggiunto la vetta delle classifiche europee con La verità sul caso Harry Quebert, seguito da Il libro dei Baltimore. L’inarrestabile romanziere, appena approdato alla tv con la trasposizione del suo secondo libro, sta già conquistando voracemente le librerie italiane, lodato da recensioni professionali e amatoriali. Pare quasi una fortuna sfrontata, quella di Dicker, come se una provvidenza laica guidasse la sua penna, mandandola sempre nella direzione giusta. La verità è che questo autore ha la ricetta per confezionare il thriller perfetto. È un giallista con la vocazione della scrittura, non uno di quelli bravi a scimmiottare casi polizieschi come bestie male ammaestrate. È capace di creare dei casi editoriali che all’ottima capacità di vendita uniscono un altissimo livello letterario. Per la magistrale costruzione dei personaggi, tridimensionali e sfaccettati. Per lo stile fluido e cristallino. Per le trame ingegnose, intriganti e intelligenti, capaci d’intrecciare presente e passato senza mai ingarbugliarsi. Non sono i soliti noir, quelli di Dicker. Ricchi e letterariamente validi, hanno quel qualcosa in più che li rende diversi dalla marmaglia di romanzi di questo genere che infesta le librerie italiane. Con Dicker si va sul sicuro. Con Dicker si ha la certezza di leggere un romanzo che ha in sé la fruibilità di un giallo e la bellezza agrodolce di un dramma. Con Dicker si ha la certezza di avere tra le mani un libro che merita di essere letto.



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