La sera della prima

La sera della prima
La sera del 29 ottobre 1787 un gelido vento autunnale spazza le strade di Praga dove al Teatro degli Stati sta per andare in scena la prima de Il Dissoluto Punito, o sia il Don Giovanni, dramma giocoso in due atti scritto da Lorenzo da Ponte e musicato dal genio sovversivo e imprevedibile di Wolfgang Amadeus Mozart. Mentre in un camerino il basso buffo Felice Ponziani ripassa, non senza apprensione, le arie che di lì a poco dovrà cantare nei panni di Leporello, Mozart è ancora stordito dalla notte trascorsa insonne a ultimare l’Ouverture, mentre la moglie Constanze gli serviva dei punch e percuoteva pentole e casseruole per tenerlo desto. Ancora rattristato dalla recente morte del padre Leopold, figura determinate per la sua carriera, e dal fantasma della povertà che ha preso a braccarlo, il compositore salisburghese ripone ogni speranza nella riuscita della serata. Il librettista è occupato invece a istruire i cantanti. Seduto in un palco, tra gli altri illustri spettatori presenti, pare vi sia anche Giacomo Casanova. Il veneziano, infatti, in quella stagione della sua esistenza risiede in Boemia nel castello di Duchov, dove svolge attività di bibliotecario. Quell’opera, che definire dramma giocoso non è altro che un escamotage per camuffare un testo che sovvertiva i costumi etici dell’epoca, non a caso sembra essere stata concepita e ritagliata proprio dalla sua vicenda personale…

Questo di Giorgio Ferrari - scrittore, autore di testi storici, musicologo e giornalista di “Avvenire” - è un libro a dire il vero curioso, che sembra lambire diversi generi, sottraendosi tuttavia a qualsiasi risolutorio tentativo di classificazione. Pur venato da un arco d’intendimenti legati a un contesto storico e culturale ben determinato, il volume ondeggia in maniera instabile tra il rigore dell’approfondimento documentaristico e l’ardita incursione di una ricostruzione romanzesca. I personaggi di Mozart, Da Ponte e Casanova ci vengono presentati nei loro contrastanti umori, intrecciandoli con notizie preziose del costume sociale e culturale del tempo in un continuo affiorare di sentimenti estremi, tormenti logoranti e intrighi insospettabili. E l’affresco della Praga che emerge dalle pagine risulta ricco di sorprendenti rivelazioni e velato da congetture, spiazzando la curiosità del lettore e costringendolo a uno sforzo di discrimine tra congettura e realtà. La sera della prima è un libro concepito con intelligenza e scritto in maniera coinvolgente, che non mancherà di avvincere anche i lettori meno appassionati di opera lirica. Non perdetevelo.



 

 

 

 
 
 
 

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