La sesta beatitudine

La sesta beatitudine
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Hannah Bullen è in piedi. Guarda fisso davanti a sé, verso il mare. Tra lei e l’oceano si estende la palude di Romney: due miglia di terra verdegrigia con armenti e buoi che si alimentano. È Capodanno. Ed è il giorno del suo compleanno. Tren’anni. Due figlie bellissime. Una famiglia da mantenere: mamma, babbo, fratello e le bimbe sono tutte sulle sue spalle. Nessuno che la aiuti. Nessuno che la conforti. Le due figlie sono nate da uomini diversi che sono scomparsi dalla sua vita, senza lasciare traccia del loro passaggio, senza voltarsi. Il viso di Hannah è già solcato di rughe, segnato dal tempo che scorre inesorabile. Nonostante lei e i suoi cari vivano sulla soglia della povertà, Hannah non ha voglia di perdere il suo sorriso, di far sì che la sua voglia di vivere, di amare, di sognare sia spenta dalle difficoltà della vita quotidiana. Durante la raccolta del luppolo si invaghisce di Mike, un contadino della zona, che ha già moglie e figli. Hannah cerca di non lasciarsi coinvolgere nell’ennesima relazione che le porterebbe solo dolore e maldicenze. Ha paura di ferire la famiglia di Mike. Eppure, nonostante ripetuti dinieghi, Hannah e Mike cominciano una relazione, forse solo per una sorta di sentimento di empatica tenerezza. Persino al giovane tisico Edmund, dopo un iniziale apparente moto di resistenza, non riuscirà a negare una notte d’amore, prima di vederlo morire sotto i suoi occhi. Hannah è una donna volitiva, passionale. E tutto questo non fa che metterla costantemente sotto i riflettori delle cattiverie della piccola e bigotta comunità in cui abita…

La sesta beatitudine è stato scritto nel 1936, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1965 e ora ripubblicato da Fandango che ha in programma di ripubblicare tutte le opere di Radclyffe Hall, una delle più anticonformiste scrittrici inglesi di inizio Novecento ricordata soprattutto per Il pozzo della solitudine (1928), romanzo che in Inghilterra ebbe una vasta eco riproponendo le stesse tematiche per cui era stato processato Oscar Wilde. La protagonista de La sesta beatitudine è una donna impulsiva, forte, disinteressata, tanto da elargire il proprio amore e le proprie attenzioni senza farsi costringere dalle pressioni sociali di inizio Novecento. È una storia d’amore, di odio, di gelosia questo romanzo della Hall, come nei più classici dei romanzi di inizio dello scorso secolo. Si fa fatica all’inizio a stare dietro al modo di scrivere un po’ ostico e complesso dell’autrice, sebbene l’ottima traduzione di Claudio Marrucci faciliti di molto il compito del lettore rendendo l’intera opera il più fluida e scorrevole possibile. Gli episodi della vita della protagonista sembrano quasi sganciati uno dall’altro, ma le fila di tutta la complessa trama si tirano alla fine, in un ultimo capitolo commovente e allo stesso tempo di una bellezza straziante, che fa emergere sempre più il carattere quasi eroico della protagonista. Avere di nuovo la possibilità di leggere Radclyffe Hall in italiano senza fare la caccia al tesoro nelle librerie di modernariato è una bellissima iniziativa, che regala una bella possibilità di conoscere una scrittrice davvero troppo poco nota ai lettori italiani.



 

 

 
 
 
 

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