La signora in verde

La signora in verde
Su una collina alla periferia di Reykjavik viene casualmente ritrovato lo scheletro di un cadavere sepolto molti anni prima in circostanze misteriose. L'incarico di scoprirne l'identità viene affidato a Erlendur, un poliziotto che, nonostante i vari problemi personali e familiari che lo affliggono, con l'aiuto di due suoi fidati colleghi e di un gruppo di archeologi si adopera per cercare di risolvere il mistero. Le indagini però, trattandosi di una vicenda risalente agli anni della Seconda Guerra Mondiale, un periodo in cui truppe inglesi e americane erano presenti nel luogo del ritrovamento, procedono molto a rilento. Le piste da seguire si rivelano molteplici ma la difficoltà più grande consiste nel trovare persone da interrogare che siano ancora in vita. L'enigma sembra infittirsi sempre di più, finché Erlendur scopre che su quella collina, accanto ad alcuni cespugli di ribes, anni prima sorgeva una casa abitata da una famiglia misteriosa di cui sembra essersi persa ogni traccia. E fra quei cespugli si aggira ancora oggi una donna vestita di verde: sarà lei la chiave del mistero?

Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto da Sotto la città, l'editore Guanda ci riprova e pubblica un altro romanzo dello scrittore Arnaldur Indriðason, un islandese nato nel 1961 che ha cominciato la sua carriera come giornalista e critico cinematografico dedicandosi in seguito al mestiere di romanziere e sceneggiatore. Come il romanzo precedente, che vede anch'esso come protagonista Erlendur, un poliziotto pieno di problemi personali ma sempre ligio al dovere, La signora in verde è pienamente ascrivibile al genere “giallo”. Tuttavia le indubbie capacità letterarie di Indriðason fanno avvicinare il suo stile più al realismo sociale che all'hard-boiled di matrice americana. Infatti in questa storia, avvincente dalla prima all'ultima pagina, non troverete sparatorie e inseguimenti d'auto e neppure serial killer o terroristi. Una scelta saggia da parte dell'autore dato che il romanzo è ambientato nella capitale islandese, dove Indriðason è nato e ha sempre vissuto: d'altronde in una città del tutto estranea alla ribalta della cronaca nera internazionale sarebbe stato poco credibile il ricorso a quel tipo di cliché letterari. Per fare un esempio alla portata di tutti, potremmo dire che la storia narrata da Indriðason è assai vicina a uno dei serial televisivi americani più seguiti degli ultimi tempi, ovvero quel Cold case in cui la polizia cerca di risolvere, grazie all'ausilio delle moderne tecnologie scientifiche a disposizione della giustizia, delitti compiuti molti anni prima e purtroppo rimasti irrisolti. Mescolando sapientemente la narrazione dei fatti contemporanei ai numerosi flashback in cui si racconta la storia risalente ai tempi della guerra, Indriðason affianca il thriller alla critica sociale e punta il dito su un grave problema come quello delle violenze familiari, ancora attuale nella società islandese (e non solo) e, oggi come allora, difficilissimo da sradicare. Un romanzo da leggere tutto d'un fiato in attesa del prossimo lavoro di Indriðason.

Leggi l'intervista a Arnaldur Indriðason

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