La sottile armonia degli opposti

La sottile armonia degli opposti
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Otto è il figlio unico di un padre che ha rinunciato ai propri sogni e di una madre depressa, una donna dallo spirito anemico e fiacco; Greta è la figlia unica di un padre rimasto ucciso in un incidente (anche se lei non lo sa e pensa che l’uomo si sia rifatto una nuova vita in una nuova famiglia) e di una madre distratta che vive offuscata dall’apatia e dalla paura di rivelare a sua figlia la verità sulla morte del padre; Otto e Greta sono due ragazzi la cui infanzia è stata violata dal dolore. Otto, traumatizzato dal male di vivere della madre, insegue disperatamente l’amore; Greta, annientata dal senso di abbandono, combatte l’amore perché logorata dalla paura di perderlo una volta conquistato; Otto e Greta sono “due anime alla deriva”. Otto pratica sport, studia e fa tutto quello che all’apparenza dovrebbe fare un bravo ragazzo; Greta fuma erba, assume cocaina e vive travestita da cattiva ragazza; Otto e Greta sono vicini seppure distanti, uguali seppure diversi, intimi seppure sconosciuti, perché parti divise di una stessa medaglia, e quando si conosceranno il loro incontro sarà crocevia di unioni e addii laceranti. “Otto, Romeo e il numero 8”; “Greta, Babette e la lettera B”; Otto e Greta: “un legame indissolubile”…

Le immagini di due vite segnate dalla perdita, dalla sofferenza e dal desiderio dell’amore trovano linfa vitale in una storia che brilla di fervida scrittura. Le belle parole di Nicola Bolaffi animano Otto e Greta con una credibilità che appare luminosa e illuminante come una tela tracciata da colori ardenti. Il dolore, il senso di inadeguatezza e lo sconforto si intrecciano in uno scambio flessuoso che scuote i sensi e le ossa tanto è appassionata la sensibilità che lo racconta. E poi l’amore. Costantemente presente anche tra le pieghe più infime e buie di queste due vite disperate, un amore che sa di pelle e cuore, che svuota e riempie, che eleva l’anima in cielo per poi trascinarla all’inferno, che espugna il cuore con veemenza incontenibile, prima generando tormento e poi offrendo ristoro da esso. Un amore che nasce dalla bellezza di uno stile guidato da ardore e limpidezza. E poi ancora la finezza di una favola soffice come una nuvola di zucchero, una favola che pervade da cima a fondo, arricchendola di garbo e stupore, la storia tutta. È la favola del remo Romeo e del numero 8, della barca Babette e della lettera B, immagini oniriche di Otto e Greta, immagini che rendono ancora più attraenti e preziose le vite protagoniste di questo romanzo che vive delle mille e vivide sfumature che appartengono agli arcobaleni quando sono da poco spuntati.



 

 

 
 
 
 

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