La spartizione

Romanzo
A Luino è arrivato da poco uno straniero. Faccia severa, aspetto distinto e nome a dir poco altisonante: Emerenziano Paronzini. Funzionario pubblico di basso grado trasferito d'ufficio al paese, ha una vita fatta d'abitudini e ritmi sempre uguali che non stimolano quasi per niente l'appetito di pettegolezzo dei luinesi. Dorme in una stanza ammobiliata e mangia a prezzo di pensione al Ristorante Elvezia, dopo pranzo ha il viso rosso anche se non beve vino, fuma tra le sette e le dieci sigarette di marca Macedonia al giorno ed è stimabile di anni quarantacinque. Quel che ancora la gente non sa è che Emerenziano ha deciso che è giunto il tempo di trovar una buona sistemazione coniugale. Della sua futura moglie sa già tutto: non è né bella né brutta, né giovane né vecchia. Dev'esser ricca, di pochi parenti e poche parole, non interessata a procreare o meglio ancora sterile, con una casa spaziosa di sua proprietà, illibata e devota. Sia chiaro: l'amore è un concetto che ad Emerenziano non interessa per niente. La donna ideale può nascondersi ovunque, ma chi avrebbe mai pensato di trovarla in chiesa, alla messa grande? Una domenica mattina durante la funzione lo sguardo di questo “contadino incivilito dalle funzioni pubbliche” si posa su una donna che lo ricambia con due occhi fissi, senza colore, uno languido e l'altro severo. È una delle tre sorelle Tettamanzi, terzetto di zitelle di scarsa bellezza (anzi, diciamo pure tendenti al mostruoso). Fortunata, simile ad una lunga zucca deforme da cui spunta una splendida capigliatura; Tarsilla, nata col colore e la forma di una melanzana e due gambe da mozzare il fiato e Camilla, dalla testa di cetriolo e le mani di fata. Chi tra le tre sarà la favorita del Paronzini?... 
Ambientato a Luino sul Lago Maggiore, paese natale di Chiara e centro da cui si sviluppano anche  altri romanzi e racconti dell'autore, La spartizione, pubblicato per la prima volta nel 1964, racconta la provincia italiana negli anni del fascismo. Memorabili gag comiche e situazioni boccaccesche in cui  preti si ritrovano ad ascoltare amplessi sessuali, altari si trasformano in alcove improvvisate e un focosissimo poligamo organizza la sua attività notturna con la precisione di un ragioniere intento a far di conto, sono solo alcune delle vicissitudini contenute in un'opera la cui eco non ha mai smesso di propagarsi. Nel cinema, è del 1970 il film Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada con Ugo Tognazzi nella parte di Emerenziano Paronzini, e in letteratura, con Andrea Vitali e le sue storie che si svolgono nella cittadina di Bellano, sulla sponda orientale del lago di Como. Da leggere e rileggere.

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