La sposa italiana

La sposa italiana
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Mai e poi mai Caterina avrebbe potuto nemmeno lontanamente immaginare di ritrovarsi in quella situazione. E invece è il primo giorno di gennaio del 1905. È sola. Fa freddo. C’è la neve. Il suo cappotto è lungo e logoro, ha l’orlo smerlato che lascia nella bianca coltre per terra una scia rosa, spolverando i mattoni della piazza deserta animata da un solo suono, il fruscio delicato e ritmico dei suoi passi, che rassomigliano a mani che spolverano di farina un vecchio tagliere di legno. Le Alpi italiane, come pugnali d’argento, si stagliano sullo sfondo del cielo di peltro. Tremola appena l’alba invernale, un puntino dorato che risalta sulla distesa bigia. Vestita d’azzurro, Caterina Lazzari sembra davvero un uccello. È poi costretta a voltarsi. Sospira. Chiama a voce alta, urlando, i suoi due figli, Ciro, di dieci anni, con gli occhi grigio-azzurri che le ricordano tutto quello che ha perso e che non potrà mai più avere, ed Edoardo, di un anno più grande, che non ha preso da suo padre, Carlo, né dai Lazzari, bensì dal ramo materno. Ne sente, pur non riuscendo a individuarli con precisione, le risate nel colonnato vuoto. Non è però certo quella la mattina adatta per sollazzarsi con il nascondino, né con qualunque altro gioco che venga loro in mente. Gli ultimi giorni sono stati tremendi, dolorosi e soprattutto pieni d’incombenze: la vedovanza, del resto, inizia sempre con un mare di scartoffie…

Il titolo originale è The Shoemaker’s Wife, e dice molto di più della comunque efficace definizione scelta dall’editore nostrano per questo libro venuto alla luce sette anni fa: infatti mette in risalto le origini non solo dei protagonisti della vicenda ma anche dell’inventrice della loro storia, che, ispirandosi alla sua biografia, palesata nelle radici italiane sia da parte di madre che da parte di padre sin dal nome (Adriana Trigiani è autrice, sceneggiatrice, imprenditrice, drammaturga, finanche regista di una pellicola, I segreti di Big Stone Gap – come la località della Virginia dov’è nata con Patrick Wilson, Ashley Judd, Whoopi Goldberg, Anthony LaPaglia e molti altri), connota con precisione sotto ogni punto di vista una vicenda ambientata all’inizio del ventesimo secolo nel Bergamasco – finché quella terra aspra, complice anche un segreto troppo pesante e doloroso da sopportare, non deve essere abbandonata per cercare fortuna nella Grande Mela –, intensa ed emozionante, fatta di amore, migrazione, povertà, lavoro, fatica, morte, dolore, sofferenza, sentimenti, sacrifici. Ciro è cresciuto col fratello maggiore Edoardo nell’orfanatrofio di San Nicola, retto dalle suore. I fratelli Lazzari lì sono indispensabili per l’istituto: Edoardo fa il segretario nell’ufficio del convento, Ciro spacca la legna, spala il carbone e pulisce le finestre. Più a nord, però, nella cittadina mineraria di Schilpario, vive coi genitori e i cinque fratelli la saggia adolescente Enza, bellissima.



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