La stanza di Giovanni

La stanza di Giovanni
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David e Joey sono due amici adolescenti che vivono a New York. Una notte, tra i due esplode e trova concretezza la loro reciproca attrazione sessuale. Nell’America degli anni ’40 serve coraggio e consapevolezza per navigare sul sentiero del “diverso”, qualità che David non possiede e per questo fugge con orrore dal letto di Joey (“Il letto stesso, nel suo dolce disordine, era testimone di abiezione”) e decide di rinnegare la sua pulsione. Anni dopo, non riuscendo a trovare una “sistemazione” personale e sociale soddisfacente, si trasferisce a Parigi, dove incontra la connazionale Hella. David, Hella e un rapporto d’amore sempre sul filo dell’incertezza e dell’indecisione, che sfocia in una proposta di matrimonio alquanto inaspettata, alla quale nemmeno David, che pure l’ha esternata, darà molto peso. Ancora una volta è la ondivaga personalità del ragazzo a far impazzire l’ago della bilancia, costringendo Hella ad allontanarsi (farà un viaggio in Spagna) per fare chiarezza nella loro relazione. David non lavora e sopravvive con i soldi che chiede al padre e agli amici che ha conosciuto in Francia, e che gravitano attorno al mondo omosessuale, passando la loro vita a cercare di abbordare giovani prede nei locali notturni. In uno di questi David conosce Giovanni, un attraente cameriere italiano.Giovanni sarà per David un altro Joey, un altro demone da spazzare via. Come reagirà Giovanni? E cosa accadrà quando Hella tornerà dal viaggio e risponderà “sì” alla proposta di David?

Riguardo questo suo romanzo James Baldwin ha dichiarato, in un’intervista rilasciata al giornalista Richard Goldstein: “Ne La stanza di Giovanni, l’omosessualità è il veicolo tramite il quale si muove il libro”; come a dire non è un libro sull’ omosessualità, ma attraverso quel tema se ne incontrano molti altri, perché Baldwin apre sempre molte finestre. In particolare, in questo che è considerato il suo capolavoro (a cui io però affiancherei anche Un altro mondo) ho trovato intellettualmente molto stimolanti il concetto di sessualità e di stereotipo. La sessualità è, per l’autore, un mezzo di cui servirsi per identificare la personalità e l’aspetto intimo dei personaggi, per tracciarne i contorni e diversificarne gli atteggiamenti. Così notiamo l’incertezza di David e il suo ossimorico avvicinamento/allontanamento dall’omosessualità, diversamente da Giovanni che è fermo nella sua scelta. Attraverso il diverso approccio alla propria sfera sessuale, Baldwin definisce la purezza e la verità di Giovanni come persona e, in contemporanea, l’assoluta inaffidabilità di David e la sua incapacità di amare. Non solo, traccia anche lo stereotipo del bianco americano che vede l’omosessualità come una vergogna, una cosa sporca e, nel disgusto di David verso l’eccessiva affettazione femminile di Giovanni mentre passeggia con Jacques, lo stereotipo dell’uomo gay effemminato. David personifica perfettamente l’ottica dicotomica dell’ingroup-outgroup del processo di stereotipizzazione, che tende cioè al favoritismo verso chi appartiene al proprio gruppo e all’avversione preconcetta verso chi non vi appartiene. Altro stereotipo evidenziato e con un interessante tentativo di uscita e superamento, è la figura della donna americana degli anni ’50 dedita alla famiglia, devota al marito e votata alla procreazione e alla cura della prole. Hella si presenta come una ragazza moderna, che ha la volontà di realizzarsi in un modo differente dal costume sociale imposto e, per questo, viaggia da sola per la Spagna alla ricerca di risposte. Questo viaggio solitario, senza un uomo a fianco, rappresenta una eccezione rispetto alla tradizione vigente e sembra un tentativo di uscire dallo stereotipo, cosa non impossibile ma che richiede sforzo e fatica. Alla fine Hella dimostra di non possedere né l’uno né l’altra. Baldwin, forte del suo linguaggio materico e prensile, ci presenta un microcosmo simbolico di un’umanità positiva e negativa, che vive sulle categorie che si è costruita e che, se da una parte servono, come la psicologia cognitiva insegna, a ordinare e semplificare la realtà, dall’altra possono creare attrito e discriminazione.



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