La stella del diavolo

La stella del diavolo
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Oslo. La casa è vecchia ed è stata edificata nel 1898. Le infiltrazioni d’acqua sono all’ordine del giorno come la perdita vastissima del 1968, nonostante l’ottimo lavoro svolto dal capomastro Jacob Andersen con l’intonaco per impermeabilizzare le travi. Le discese d’acqua dai piani alti sono comuni sin dai tempi in cui nel quartiere di Kristiania sono state ritrovate, a fine Ottocento, prima una sarta pugnalata a morte nel suo bagno e poi un’altra ragazza mutilata nella zona di Akerselva. Ora, in questa casa che dà proprio sulla trafficatissima strada Ullevalsveien, da due anni ci abita Vibeke Knutsen, assieme al compagno Anders. È estate e fa un caldo eccezionale che la Norvegia non ha mai visto. Una pentola bolle sul fuoco con alcune patate all’interno. Vibeke nota delle chiazze scure nell’acqua di cottura ma non ci fa troppo caso. Quando anche Anders le nota basta alzare gli occhi al soffitto per scoprirne l’origine: il liquido proviene da una perdita dall’inquilina di sopra, Camilla, che sta al quinto piano. Il liquido è sangue e la donna è stata assassinata proprio in casa sua. Un dito della mano sinistra è stato amputato e in un occhio è stato posto un diamante molto piccolo dalla forma di pentacolo. Il capo della polizia di Oslo Bearne Moller decide di affidare il caso al detective Harry Mole, nonostante ultimamente sia perennemente ubriaco a causa del trauma subito per l’omicidio della collega Ellen. È la sua ultima chance per mostrare di essere ancora degno del dipartimento…

Jo Nesbø ritorna con il quinto romanzo della saga dedicata al detective di Oslo Harry Hole, lo stesso investigatore de L’uomo di neve, considerato da molti come uno dei capolavori dell’autore norvegese. Il personaggio, in questo ritorno, risulta essere più maturo e molto ben delineato psicologicamente, alla luce delle sofferenze patite per la tragica perdita della sua collega Ellen. Tutti i personaggi che vengono introdotti pagina dopo pagina sono descritti in maniera molto particolareggiata. Spicca tra tutti Rakel, la donna dei sogni di Hole. La sensazione dell’intreccio è la stessa suscitata da un film noir anni Quaranta, con un antieroe inseguito dai propri demoni, un amore impossibile e un serial killer psicotico e implacabile, con tanto splatter in più. Lo stile è molto semplice e diretto e mira, soprattutto attraverso un’accurata scelta del lessico forte utilizzato, a stravolgere lo stato emotivo del lettore. I canoni sono quelli classici del genere, la colpevolezza del killer forse un po’ troppo annunciata ma l’effetto tensione rimane intatto dall’inizio alla fine.



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