La stella nel pugno

La stella nel pugno
Seconda metà degli anni ’30, Germania. Karl Stern ha 14 anni e nessun pensiero al mondo. Studia e pensa alle cose a cui pensano tutti gli adolescenti, tedeschi e non. Certo si è accorto che qualcosa sta cambiando, sempre più spesso si parla degli ebrei in modo negativo ma tutto sommato la cosa lo turba poco. È alto e biondo, cresciuto in una famiglia del tutto laica, al posto della sinagoga ha sempre frequentato la galleria d’arte di suo padre, invece dei rabbini gli artisti, e a dirla tutta quegli ebrei che stanno solo fra loro e si chiudono in una tradizione che non gli appartiene non gli piacciono poi tanto; fino a quando nessuno vedrà il suo pene, inevitabilmente circonciso, non vede come potrebbe avere dei problemi. È l’ultimo giorno di scuola quando tre ragazzi di poco più vecchi lo aggrediscono dicendogli di aver scoperto il suo segreto. Ne segue un pestaggio in piena regola e Karl comincia a pensare che forse qualcosa di cui preoccuparsi c’è. Mente ai suoi genitori dicendo di essere caduto dalle scale, ma i segni lasciati da quel pestaggio e l’incontro con il campione di boxe Max Schmeling, frequentatore della galleria e vecchio amico del padre cambiano improvvisamente la sua vita. Accortosi dei segni sul volto di Karl e riconosciutili come conseguenza di un pestaggio e non di una caduta, Max propone al ragazzo di allenarlo nella sua palestra. Nel frattempo gli dà indicazioni su come cominciare la preparazione fisica. Karl non aveva mai pensato alla boxe, ma l’esperienza subita e la lusinga di essere allenato da un campione lo spingono a provare: comincia ad allenarsi duramente. Intanto di mese in mese la situazione in Germania precipita. Nel giro di poco verranno promulgate le leggi razziali, gli ebrei non sono più al sicuro. Gli affari del padre sono sempre più scarsi e gli Stern vengono anche scacciati dalla loro casa…
Con assoluta tranquillità, quella di un ragazzino che contro ogni logica vuole credere al padre che lo rassicura, Karl Stern è la voce narrante di questo romanzo in cui Sharenow mescola realtà e fantasia con un talento raro. La storia drammatica degli anni di ascesa al potere di Hitler ci scorrono davanti visti dalla parte di chi rifiuta di sentirsi vittima, rivendica il suo essere tedesco e non riesce a capire ed accettare il degenerare del suo Paese. La crescita di Karl e la situazione sempre più drammatica vanno di pari passo, fino a culminare nella tristemente famosa Notte dei cristalli il 9 novembre 1938, quando la follia nazista raggiunse l’apice prima di sfociare nella guerra. Una storia che spinge ad essere forti senza esaltazione, senza retorica, raccontando le cadute e la capacità di un ragazzino di non perdere mai la speranza, anche davanti alle incognite più pericolose. La necessità fatta virtù di scegliere rischiando di sbagliare le persone di cui fidarsi, nelle cui mani mettere la propria vita e quella della sorellina. La vicenda vera del campione di pugilato Max Schmeling, che durante la famigerata Reichskristallnacht salvò due ragazzini ebrei, è il diapason da cui prende il la tutto il romanzo, e da cui  Sharenow trae ispirazione per dipingere una città che diventa sineddoche di una nazione che va alla deriva, e per raccontare la Storia. Senza scrivere un libro di storia.

 

 

 

 
 
 
 
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