La storia degli alberi

Sapevate che il Gingko è l’unico superstite di un antico ordine rimasto pressoché immutato per 200 milioni di anni ed è quindi un vero e proprio fossile vivente e che dopo che la bomba atomica devastò Hiroshima sei esemplari di Gingko furono i primi alberi a germogliare, ad appena un chilometro di distanza dall’epicentro dell’esplosione? O che il Tasso è fra le specie più longeve in Europa, tanto che nel cimitero gallese di St. Cynog ce n’è un esemplare che ha 5063 anni e quindi ne aveva già 500 prima che fosse costruita la piramide di Giza, ma paradossalmente per gli antichi questo albero era simbolo di morte, tanto che Shakespeare nel Riccardo II lo definisce “doppiamente mortifero” perché tossico in ogni sua parte e perché con il suo legno venivano costruite lance e archi? Sapevate che il Fico è stato il primo albero da frutto coltivato dall’uomo, più di 20.000 anni fa e non a caso è citato nella Genesi? O che dal Pino domestico – quello così diffuso a Roma – viene estratta una resina che, seccata e ridotta in polvere, è da secoli utilizzata per lubrificare gli archetti degli strumenti a corda e impedire alle scarpette delle ballerine di scivolare? Sapevate che Yggdrasil, l’eterno albero della vita della mitologia norrena è in realtà un Frassino? O che l’origine della cannella è stato un segreto gelosamente custodito per secoli (Erodoto credeva fosse prodotta da un uccello, i crociati che fosse prodotta dai pesci) e che solo nel Rinascimento si venne a conoscenza che la spezia è estratta dalla corteccia e dalle foglie del Cinnamomo?

Questo delizioso libro di grande formato firmato da Kevin Hobbs, giardiniere di fama mondiale (ha lavorato anche per la Regina d’Inghilterra a Frogmore House) e David West, creatore del sito “Plants to Plant”, specializzato nel commercio di piante rare e insolite e illustrato magnificamente da Thibaud Hérem ci presenta 100 alberi, ognuno con una sua scheda informativa. Sono specie di tutti i continenti a eccezione dell’Antartide, in cui non crescono alberi dall’epoca della grande glaciazione, da tre a cinque milioni di anni fa, presentate in un ordine cronologico approssimativo in base alla prima interazione significativa presunta con il genere umano. Per ogni essenza vengono specificate altezza media, velocità di crescita e longevità. Oltre che una preziosa guida per i profani, ricca di curiosità e informazioni, e un oggetto editoriale di grande bellezza, La storia degli alberi e di come hanno cambiato il nostro modo di vivere (questo il titolo completo del volume) è un omaggio appassionato a questi esseri viventi, compagni di viaggio dell’uomo da sempre. “Questo libro nasce dal desiderio di informare e ispirare chi già ama gli alberi e chi invece non li tiene neppure in conto. (…) Dovendo scegliere tra i tanti, abbiamo cercato di descrivere quelli che sono stati – in molti casi continuano ad essere – di indubbio valore culturale e pratico per l’umanità”, scrive Hobbs nella sua introduzione. Perché, che ci crediate o no, i nostri mezzi di trasporto (Shuttle compreso), le nostre case, i nostri oggetti di uso quotidiano, le nostre medicine e il nostro cibo non potrebbero esistere senza gli alberi. E quindi gli alberi meritano di continuare a ricevere il rispetto che, non a caso, hanno da millenni



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