La storia dei miei denti

La storia dei miei denti

Corre l’anno 1945 quando a Pachuca, città del Messico centro-meridionale, nasce Gustavo Sánchez Sánchez, destinato ad essere appellato dai più “Autostrada”. Gustavo ha molte qualità, tra cui saper interpretare i biscotti della fortuna cinesi, oppure conoscere i primi otto numeri in giapponese. Ma quello che maggiormente lo caratterizza ‒ e di cui va indubbiamente più fiero ‒ è l’essere il miglior banditore d’aste del mondo. Il suo lavoro, nonché la sua passione, è nata quasi per caso. Inizialmente, infatti, Gustavo era impiegato come vigilante presso un’azienda di succhi di frutta che con i guadagni finanziava una collezione d’arte di grande prestigio nel continente. Ci ha lavorato vent’anni (anzi, diciotto anni e tre mesi), dopodiché qualcosa di inaspettato è successo. D’altra parte, nella vita serve sia fortuna che carisma e Gustavo ne ha un po’ e un po’. Così, per una serie di circostanze fortuite, è passato da guardiano ad impiegato addetto a risolvere le crisi del personale. Per la sua posizione, ha cominciato a frequentare diversi corsi di specializzazione, ad incontrare molte persone e molte donne, tra cui la sua futura moglie, la Magra, che lo ha invitato caldamente a lasciare il suo lavoro nella fabbrica di succhi di frutta per tentare di abbracciare la carriera di ballerino. Dopo alcune esperienze poco felici, ecco che un giorno Gustavo, durante un pranzo in un ristorante coreano, trova un volantino che pubblicizza un corso per diventare venditori d’aste, tecnica Yushimito...

La casa editrice La Nuova Frontiera, specializzata nella pubblicazione di romanzi classici e contemporanei della letteratura spagnola, castigliana, catalana, portoghese, del Sud-America e dell’Africa lusofona, ci offre la possibilità di leggere la seconda, bizzarra, divertente opera di Valeria Luiselli, scrittrice trentatreenne messicana residente a New York. Il romanzo è nato in circostanze particolari, come lei stessa afferma a fine opera ed in diverse interviste: è stata infatti un’azienda di succhi di frutta, la Jumex ‒ che finanzia tra l’altro una delle gallerie d’arte moderna più importanti del mondo ‒ che le ha chiesto di scrivere un testo per la mostra dal titolo Il cacciatore e la fabbrica, inaugurata l’8 aprile 2013. La Luiselli si è ispirata alla pratica del feuilleton per mettere insieme una storia inerente all’arte e a ciò che rende artistica un’opera: ha cominciato quindi a distribuire agli operai della fabbrica, di settimana in settimana, un fascicolo con una “puntata” del romanzo e, sulla base di quanto suggerito dagli stessi lettori nella discussione post-lettura, procedeva alla puntata successiva. Il tema dei denti, dice l’autrice, le balenò un giorno in metropolitana, quando, vedendo un bimbo con i denti già formati, cominciò a riflettere sulla durabilità degli stessi. Aneddoti, date, foto e immagini compongono questo puzzle ben riuscito e fuori dal consueto, che induce ad una riflessione sul potere delle parole e delle storie. Estroso.



 

 

 

 
 
 
 

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