La storia segreta del KGB

La storia segreta del KGB

La prima polizia politica della Russia, ovvero una sorta di antenata del moderno KGB, è l’opricnina. Investiti nel 1565 da Ivan il Terribile, il primo Gran Principe di Moscovia a essere incoronato zar, i 6000 opricniki seminano il terrore tra la popolazione civile, con i loro cavalli neri e le loro uniformi scure come la notte. Il loro emblema è costituito da una testa di cane e una scopa. Un unico imperativo: fiutare il tradimento e spazzarlo via. In seguito viene costituita la Preobrazenskij Prikaz di Pietro il Grande. Questa organizzazione ha letteralmente gettato le basi per il clima di paura e delazioni del cosiddetto “Terrore staliniano”, con cacce all’uomo e false accuse ai danni dei dissidenti. Nel 1826 poi, per sedare ulteriori rivolte, lo zar Nicola I trasforma la Terza Sezione della Cancelleria Imperiale nella propria polizia politica. Le tecniche di spionaggio e controspionaggio vengono in questo caso affinate a tal punto da dare vita, nel 1883, a un Dipartimento di Polizia di Stato, responsabile di tutti gli aspetti di sicurezza nazionale. La polizia politica prende quindi il famigerato nome di Ochrana e ottiene poteri praticamente illimitati e un amplissimo raggio di azione che comprende anche la falsa propaganda, soprattutto ai danni degli ebrei. Un retaggio di tutto rispetto che confluisce poi nell’NKVD di Lavrenti Berija, vero padre putativo del Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, il Comitato per la sicurezza dello Stato, popolarmente noto come KGB. Dopo la morte di Stalin fino alla caduta del Comunismo nel 1991, questo servizio segreto è stato un protagonista assoluto della storia del ventesimo secolo…

Christopher Andrew è uno dei massimi esperti di intelligence a livello mondiale ed è stato anche preside della facoltà di Storia all’Università di Cambridge, dove ha insegnato storia moderna e contemporanea. È l’autore de L’archivio Mitrokhin, uno dei testi moderni fondamentali per la conoscenza dei meccanismi che si celano dietro ai servizi segreti di tutto il mondo. Oleg Gordievskij è invece un ex agente del KGB che è stato reclutato nel 1962 ma nel 1968, in seguito alla sanguinosa repressione della Primavera di Praga, decise di collaborare con i servizi segreti britannici, diventando così, a tutti gli effetti, un infiltrato. Nel 1985 dovette trasferirsi in Occidente per via dei pericoli che correva e così è diventato un saggista e un giornalista. Dall’immensa cognizione di causa sull’argomento di questi due studiosi è nata una ricerca molto approfondita e ricca di documenti che traccia la storia completa dei servizi segreti sovietici dall’epoca zarista fino a Gorbaciov. In essa vengono presi in esame e analizzati anche gli ideali di un’intera nazione che ha creduto in un’utopia. Il libro rappresenta un vero e proprio compendio di storia, con un stile dettagliato e forse un po’ pesante per chi è a digiuno di saggi storici. Per tutti gli altri appassionati dell’argomento questo testo risulta invece fondamentale. A impreziosirlo ulteriormente la puntuale prefazione di Paolo Mieli.



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