La storia segreta della rivoluzione

La storia segreta della rivoluzione
Al collegio “Louis Le Grand” di Parigi, antica fondazione diretta prima dai gesuiti e in seguito dagli oratoriani, si erano formati studenti del calibro di Voltaire e del marchese De Sade. Lì nei primi anni Settanta del XVIII secolo confluiscono dalla lontana provincia Camille Desmoulins, figlio di un avvocato di modeste condizioni economiche, Georges-Jacques Danton, orfano di padre e costretto a lasciare il nido materno in cerca di una posizione e Maximilien de Robespierre, giunto nell’istituto in virtù dell’influenza del nonno dopo la morte per parto della madre. In fuga da condizioni famigliari precarie e avviati a un percorso di studi in grado di assicurare loro una posizione sociale di rilievo, i tre ragazzi scoprono una Parigi dal volto inatteso. Quello di una città stretta nella mora di una grave crisi economica e di un alto tasso di corruzione. La larga forbice che divide i privilegi di pochi dalla condizione di miseria in cui versa la moltitudine della popolazione a poco a poco matura in loro la consapevolezza di farsi paladini delle rivolte che infiammano il popolo, invocando ideali di libertà, giustizia e fraternità… 
La scelta dell’editore Fazi di rilanciare in Italia, nella morbida traduzione di Giuseppina Oneto, la corposa ricostruzione della rivoluzione francese operata dalla scrittrice britannica Hilary Mantel è decisamente azzeccata. Non solo perché mancava da tempo in libreria un romanzo ispirato a quello snodo storico che ha lasciato un segno profondo nella cultura e nella coscienza della nostra civiltà. Ma soprattutto  perché la lettura degli avvenimenti viene qui filtrata da quella che è considerata la terza donna più importante della letteratura inglese insieme con Jane Austen e Virginia Woolf. In questo primo volume Hilary Mantel disegna un ricchissimo affresco del periodo in cui si formarono le coscienze dei tre protagonisti. La narrazione, documentata e di indubbia efficacia divulgativa. Ma l’intento dell’autrice di uscire dalla griglia del racconto storico, per puntare verso la fascinazione di una scrittura letteraria, risulta avvincente quanto basta per attendere con trepidazione l’uscita dei prossimi due volumi.

 

 

 

 
 
 
 
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