La strada di Swann

La strada di Swann
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 
Marcel non riesce a prendere sonno: svegliandosi nel cuore della notte – quando i confini della realtà sbiadiscono – non riconosce il luogo dove si trova. Nella sua mente si affacciano tutte le stanze dove ha dormito e si fa largo il ricordo della sua camera di bambino a Combray, dove passava le vacanze con la famiglia, quando pativa l’insonnia e aspettava col cuore in gola che il bacio della buonanotte di sua madre lo liberasse dall’angoscia...
Inizia così La strada di Swann, primo dei sette volumi che compongono La ricerca del tempo perduto di Marcel Proust: siamo ai prodomi di quel viaggio nella memoria che condurrà il narratore Marcel (identificabile con lo stesso Proust) a ritroso lungo tutta la sua vita. A dare il via al cammino è una madeleine inzuppata nel tè: il suo sapore lo proietta nell’infanzia, quando sua prozia Leonie gli offriva gli stessi piccoli dolci la domenica mattina prima della messa. Seguendone la traccia Proust rievoca gli anni trascorsi nella residenza di campagna a Combray, la dolcezza di sua nonna, le passeggiate infinite, le preoccupazioni dei suoi genitori per la sua salute. Con loro tornano anche le figure dei vicini di casa, tra cui spiccano Swann – ricco borghese che ha fatto un cattivo matrimonio con una cocotte – e sua figlia Gilberte, che colpisce il piccolo Marcel per la sua bellezza. Proprio a Swann e al suo insano amore per la futura moglie Odette è dedicata la seconda parte del libro, una sorta di romanzo nel romanzo che ci mostra la nascita e il declino della passione di un uomo colto e raffinato per una donna di una classe sociale inferiore che si prende gioco di lui. La gelosia di Swann, il desiderio di possedere quello che gli viene negato, l’autoconvinzione cieca che lo spinge tra le braccia di un’amante che non vuole e non sa renderlo felice: sono tutti temi che ritroveremo nella vita di Marcel, dannato anch’esso per le donne – una in particolare, Albertine – terrorizzato dall’infedeltà e dall’omosessualità femminile, proprio come il suo antico amico di famiglia. Swann, alter ego di Marcel, come un Virgilio inconsapevole ci guida per primo lungo i gironi danteschi dei salotti parigini e dei loro intrighi, del demi-monde e delle sue spietate regole. Con il suo talento per l’introspezione e la sua acutezza sociale, Proust scandaglia mondi interiori ed esteriori e non solo ci restituisce l’immagine di un’epoca più vividamente di quanto abbiano fatto altri mostri sacri della letteratura francese (da Flaubert in Madame Bovary a Maupassant con Bel-Ami) ma riesce anche ad incorniciare aspetti eterni dell’animo umano: dinamiche che noi oggi definiremo “inconsce” e che allora apparvero come folli e rivoluzionarie. Basti pensare che fu lo stesso Proust a pagare le spese di pubblicazione de La strada di Swann nel 1912, dopo che diverse editori avevano rifiutato il manoscritto bollandolo come incomprensibile. In seguito La ricerca del tempo perduto si diffuse a macchia d’olio conquistando lettori in tutta l’Europa – anche se disponibile solo in francese – e non è difficile capire il perché. Il tempo perduto è il tempo del nostro io, è il libro che il Marcel protagonista non trova la forza di scrivere e che noi ci ritroviamo a leggere, è l'ineluttabile scorrere via della vita e della gioia, della giovinezza e delle miserie: è quello ieri svanito per sempre e quest'oggi che già sfugge. Una storia così profondamente umana da riguardare tutti, da riuscire a parlare dopo un secolo con parole ancora vibranti e autentiche.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER