La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi

La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi

L’agente chiamato a occuparsi del “caso della gita notturna” non dorme da due settimane. Sta sveglio di notte, nel commissariato del 77° distretto, e sta sveglio di giorno quando si occupa del padre, un vecchio ebreo demente, immigrato a San Paolo, Brasile, dall’Est Europa. Nelle celle del commissariato si trovano la signora X e la creatura. Il tassista si è suicidato, i rottweiler hanno la gola tagliata e il garzone del supermercato coreano è stato rilasciato. Prima della notte della gita al giardino zoologico le vite del poliziotto e dei sospettati erano, apparentemente, molto distanti. Con la sola eccezione della signora X e della creatura: chiusa in una casa piena di ritratti di vecchi ebrei con le barbe lunghe, si occupa di curarle le ferite, sempre di più e sempre più infette, le prepara da mangiare, legge con lei libri ed enciclopedie, con particolare attenzione alle storie sul leopardo delle nevi. Per questo la signora X ha coperto la creatura, l’ha caricata sul taxi e l’ha portata in gita notturna allo zoo: poteva essere l’unica occasione di vedere il leopardo, prima che tutto andasse a rotoli…

Ne La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi tutti i protagonisti hanno a che fare con un animale. Potremmo anzi dire che tutti i protagonisti sono animali. Forse con la sola eccezione della “creatura” che, seppur dietro un paradossale aspetto mostruoso e subumano, conserva intatta la sua natura umana. La stessa natura che il tassista ha perso addestrano i suoi rottweiler, che la signora X ha perso uccidendo i suoi pazienti dalla clinica di Manchester in poi. Per intenderci, La straordinaria tristezza del leopardo delle nevi è in buona parte un giallo: cos’è successo durante la gita al giardino zoologico? E soprattutto, chi è la creatura? La trama in sé è interessante ma sono ancora più interessanti i personaggi, che compongono dei romanzi nel romanzo: abbiamo anzi un iniziale spaesamento, la sensazione di leggere delle storie completamente slegate. Fino a quando si intuiscono le sottili connessioni che legano questa serie di quotidianità, più o meno distanti, apparentemente innocue l’une alle altre, che incontrandosi mettono in moto un meccanismo che porterà alla tragedia (ma anche alla verità). La San Paolo di Terron è inedita e molto bella, fatta di quartieri di immigrati asiatici ed europei, in una strana imitazione del vecchio mondo. L’inizio è lento e bisogna dare un po’ di fiducia a Terron; fiducia che però sarà ripagata continuando nella lettura.



 

 

 

 
 
 
 

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