La strategia dell'accerchiamento

La strategia dell'accerchiamento
Un grande intellettuale del '900 si interroga, a partire da episodi nazionali e internazionali legati al suo tempo, come la rivoluzione polacca del 1980 o l'estradizione dalla Francia di Klaus Croissant, avvocato della banda Beider-Meinhof, su questioni fondamentali inerenti la politica e la società che vanno ben oltre il fatto di cronaca. Una raccolta di articoli e interventi apparsi su giornali e riviste tra il 1975 e il 1984 che illuminano in maniera chiara e precisa problematiche ancora attuali: la giustizia, il diritto d'asilo, l'emigrazione politica, l'Europa, lo stato di diritto...
A 25 anni esatti dalla sua morte, avvenuta il 25 giugno 1984, Michel Foucault non cessa di far sentire la sua voce. Gli articoli e le interviste raccolte in questo saggio mettono in luce la sua innata capacità di analizzare gli eventi riuscendo a tracciare la mappa delle problematiche che ruotano attorno ad essi. Degli scritti, ordinati in ordine cronologico in questa antologia colpisce lo stile limpido, il linguaggio preciso e diretto, la volontà di farsi capire di Foucault, che pure tocca questioni tutt'altro che semplici.  Ne emerge la figura di un filosofo e di un intellettuale che non vuole rinchiudersi in una torre d'avorio ma che, con gli strumenti della riflessione, della critica e infine dell'azione intende agire nella e sulla società. Foucault descrive con lucidità le tendenze della politica francese, tendenze che ancora oggi sono tutt'altro che scomparse ma che, anzi, sono diventate prassi in tutta Europa e specialmente nell'Italia di questi ultimi anni. Spettacolarizzazione della giustizia, strumentalizzazione della paura, un perenne stato di emergenza in nome del quale lo Stato agisce sopra la legge, il sistematico rifiuto del diritto d'asilo, il carcere come sistema di punizione invece che di correzione: sono solo alcune delle questioni alle quali Foucault cerca di trovare una risposta, e che oggi non smettono di interrogare la politica e la società. A facilitare la lettura i brevi cappelli introduttivi che spiegano il contesto storico e sociale nel quale Foucalt ha scritto i singoli testi. Al contrario, l'introduzione di Salvo Vaccaro è un concentrato di pedanteria e di periodi incomprensibili e, ben lungi dall'introdurre il lettore al volume, può essere tranquillamente saltata.

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