La strega di sale

La strega di sale

Anno Domini 1510, sabato 2 febbraio, giorno di Santa Adeloga. Anne Katharina Vogelmann si sveglia ancora scossa da un terribile incubo in cui tutte le persone a lei più care sono state barbaramente uccise e nulla era come sembrava. È una giovane di bell’aspetto, istruita e in grado di occuparsi della gestione dell’economia familiare. Il suo amato nonno vive in una casa di riposo, non le è permesso fargli visita ogni giorno: lei vive in una casa insieme a Ulrich, il fratello maggiore e anche il capofamiglia, sua moglie Ursula e il fratello minore Peter. Sono una famiglia borghese, gestiscono le saline, non hanno problemi economici ma Anne Katharina non riesce ad adattarsi al suo ruolo di donna sottomessa ed ubbidiente, soprattutto quando la morte del figlio dei “signorotti” del luogo getta un’ombra su tutta la comunità. Qualcosa di terribile striscia appena sotto la superficie della quotidianità, Peter rientra sempre tardi, la levatrice che ha fatto nascere anche suo nipote non dice tutta la verità e più di una volta Anne Katharina è testimone di incontri furtivi, minacce e scambi di denaro…

Un romanzo storico ben scritto questo di Ulrike Schweikert, che le è valso il riconoscimento come una delle autrici di maggior successo nel suo Paese. Un affresco su usi e consumi della società tedesca del sedicesimo secolo in cui l’ignoranza, la superstizione e la paura giocavano un ruolo fondamentale, una società in cui la stregoneria non era solo un’ombra remota ma una realtà che condizionava lo scorrere delle giornate. Ma questo romanzo rappresenta anche una fotografia fedele del ruolo della donna e della condizione che era costretta a ricoprire e nello stesso tempo è una lettura avvincente, che tiene inchiodato il lettore alle pagine. Tra sogni premonitori, magia popolare e scaramanzia, prendiamo confidenza con un secolo che sembra dimenticato da una distanza incolmabile e che invece racchiude in sé i semi delle generazioni attuali. Un modo piacevole per approfondire usi e costumi del millecinquecento.



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