La suora giovane

La suora giovane

Torino, anni Cinquanta. Antonio Mathis, quarant’anni, è un ragioniere senza infamia e senza lode. Ha una fidanzata di una manciata di anni più giovane, Anna, che non si è mai deciso a sposare. Coltiva una tiepida amicizia con un collega di lavoro e un rapporto ambiguo – ma comunque inconcludente e squallido – con una sorta di amante surrogata, sempre collega di lavoro. Vive da solo, da scapolo, e conduce una vita noiosa e monotona, priva di guizzi e di emozioni. Solo che da qualche tempo la sua piatta esistenza ha subito un profondo scossone: Antonio Mathis si è infatuato di una suora giovane, una suorina bianca e rosa, che a occhio e croce ha la metà dei suoi anni. Pusillanime e privo di iniziativa, Antonio non le ha mai rivolto la parola. Si limita a raggiungerla alla fermata del tram 21, a salire con lei – mettendosi sempre un po’ discosto! – e infine a scendere. Tuttavia, nonostante le apparenze, Antonio è convinto che la suora ricambi la sua infatuazione, perché spesso, quando alla fermata del tram ci sono solo loro due, lei lascia passare a vuoto una o due corse, prima di decidersi a salire. Così un giorno Antonio fa una cosa che non ha mai fatto nella propria vita: prende coraggio. E le rivolge la parola…

La suora giovane uscì per Einaudi nel 1959. Giovanni Arpino, allora trentaduenne, aveva dato inizio appena da qualche anno alla sua brillante e prolifica carriera di scrittore. Autore di racconti, romanzi, poesie e libri per ragazzi, Arpino ha collezionato numerosi premi, Strega (1964) e Campiello (1972) su tutti. È una Torino cupa, fredda e nebbiosa quella che viene dipinta ne La suora giovane. La penna di Giovanni Arpino è secca e asciutta, e allo stesso tempo estremamente curata ed elegante. Il romanzo è scritto sotto forma di diario, un diario estemporaneo e fulmineo che copre una manciata di settimane. Un diario scritto di getto e d’impulso dallo stesso Antonio, proprio lui sempre così contenuto anche nelle emozioni. Un diario che però si mantiene sempre controllato, senza ghirigori o giramenti di capo. Un diario che, allo stesso tempo, costringerà lo scialbo protagonista a uscire anche geograficamente dalla sua mediocrità, per arrivare fino a Mondovì e – chissà – forse anche più lontano. Antonio e Serena – la giovane suora – conducono due esistenze diverse eppure uguali sotto molti aspetti. Al lettore non resta che trovare analogie e differenze, lasciandosi immergere nella malinconica atmosfera brumosa che pervade tutto il romanzo.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER