La svastica e le streghe

La svastica e le streghe
Giorgio Galli, uno dei più noti e preparati studiosi di Politologia, docente di  Storia delle dottrine politiche all'Università di Milano, racconta il suo percorso intellettuale, gli inizi della sua carriera di ricercatore, le origini del suo interesse per l'Esoterismo e la stregoneria femminile come fenomeno di massa. Fino alla svolta del 1989, con la pubblicazione del celeberrimo saggio Hitler e il nazismo magico per Rizzoli, che ha per la prima volta acceso i riflettori sulle radici esoteriche del movimento nazionalsocialista, sui rapporti tra l'élite della svastica e la cultura occulta e sui veri legami tra magia e politica nel III Reich, ha suscitato controverse reazioni nel mondo accademico e nell'establishment culturale, e soprattutto ha dato vita a una sterminata pubblicistica, non sempre improntata a un approccio scientifico. Perché Rudolf Hess, vicecapo del Partito Nazista, ha preso il volo nel 1941 su un caccia Messerschmitt-110 verso la Scozia? Cosa lega Rudolf Steiner, Ernst Jünger e Heinrich Himmler? Esiste un conflitto maschile-femminile sotterraneo alla base dei conflitti sociali e dei processi storici? È ipotizzabile che nel cosiddetto 'medioevo ellenico', tra il IX e l'VIII secolo avanti Cristo, questo conflitto sia esploso militarmente, concretamente, e abbia portato a una sterzata autoritaria e maschilista nei sistemi politici?...
Una lunga e appassionante intervista a uno dei più brillanti e anticonformisti studiosi italiani, che avendo superato da un po' gli ottant'anni può a buon diritto iniziare a fare un bilancio della sua carriera intellettuale, non disdegnando di lanciare nuove suggestioni, di indicare nuovi ambiti storici e culturali da esplorare, nella fattispecie le radici antropologiche e archeologiche del conflitto tra uomo e donna, della persecuzione sistematica del 'pensare femminile' che va dai miti sulla guerra contro le amazzoni fino alla caccia alle streghe. Come fa notare saggiamente Sanvito nella prefazione, non si tratta di vagheggiare o auspicare una neo-storiografia 'selvaggia' che si lasci alle spalle gli strumenti metodologici di quella classica e si organizzi secondo commistioni interdisciplinari tanto suggestive quanto velleitarie. Ma solo di guardare allo studio della Storia e della Politica senza paraocchi, con la curiosità di chi non ha paura di illuminare anche gli angoli più bui.

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