La tagliatrice di vermi e altri racconti

La tagliatrice di vermi e altri racconti
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Alfredo prova e riprova il “Salve” spronato dal suo insegnante di canto. Desidera fare bella figura durante la messa della domenica che si sarebbe svolta nella Basilica. L’ha promesso ai suoi amici e a tutti i conoscenti di Bari vecchia. La sua voce sarebbe stata in grado di “spalancare i cancelli del Paradiso” e il Signore avrebbe accolto la supplica di tutti: far terminare la guerra che da anni portava solo povertà e morte. Quando i giovani fascisti irrompono nel cuore della città vecchia per portare scompiglio, i cittadini baresi sono compatti: nessuno potrà destabilizzare l’equilibrio che si è creato, nessuno potrà rompere le tradizioni. Alfredo sarà coraggioso nel tentare di dissuadere la squadra di giovani fascisti dai loro propositi… La “tagliatrice di vermi” è una donna che conosce la tradizione popolare, una donna che “cura” con la preghiera i bambini che hanno improvvisi malori, è la custode della casa e protegge tutti con le sue preghiere, sempre attenta che le “masciare” non mandino il malocchio alle persone care e che i Santi proteggano tutti… Ogni anno in casa Calvagi si gioca a tombola. È un modo per stare tutti assieme in allegria durante le festività natalizie. Dimenticare le preoccupazioni, divertirsi con vicini e parenti, fare un po’ di sano pettegolezzo con le “commare”…

La tagliatrice di vermi e altri racconti ci conduce nel cuore pulsante di Bari vecchia. Gaetano Barreca, classe 1979, autore di romanzi e racconti, vive a Londra ‒ dove insegna lingua e cultura italiana ‒ ma ci accompagna alla scoperta della città vecchia del capoluogo pugliese come se la vedesse ogni giorno. Le storie che narra con sapienza profumano del ragù della domenica, del detersivo usato per lavare le “chianche” e gli appartamenti dove si vive. È una Bari vecchia che dal 1943 al 1973 (è questo il lasso temporale in cui sono ambientati i racconti) sembra non mutare mai, in cui modernità e tradizione convivono e si completano vicendevolmente. La lingua che Barreca sceglie di usare è permeata dal dialetto barese. Le storie sono degli affreschi delicati, ritratti perfetti di quello che è la realtà di Bari vecchia. Barreca ama Bari. Tutto questo traspare molto chiaramente nei suoi racconti: da Madonnella a Bari vecchia il suo è lo sguardo di un uomo innamorato di questi luoghi. La lettura è piacevole. Chi come me è pugliese e abita a pochi chilometri da Bari, ci trova un pezzo importante di ricordi e una descrizione interessante anche del presente: alcune cose, negli anni, paiono restare immutate. Nella seconda parte del volume, Barreca cita le sue fonti, spiega – con la perizia dello studioso – le tradizioni che racconta. Una lettura piacevole, interessante, che ci strappa un sorriso. Una Bari da scoprire e da riscoprire ogni giorno perché se è vero che molte cose restano immutate e altrettanto vero che tanto altro cambia e che è bello osservare come tutto si fonde, come passato e presente si intreccino.



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