La tempesta dei bambini

La tempesta dei bambini
Il 12 gennaio del 1888 una tempesta di neve si abbatte nelle zone del Nebraska, Dakota, Iowa e Minnesota, il freddo sottrae 18 gradi alla temperatura dell’aria registrando un calo termico di 40 gradi sotto lo zero intorno alla mezzanotte. Il venerdì successivo si contano centinaia di persone morte nelle praterie del nord-ovest degli Usa. Ad essere colpite sono le zone geografiche più popolose che, a partire dalla tarda mattinata del giovedì, “un giorno in cui i bambini erano corsi a scuola senza cappotti e guanti” -  essendo quello un giorno mite dopo intere settimane di gelido inverno - , vengono sovrastate dalla bufera. Il “Grande deserto americano”, negli anni successivi la guerra civile, conobbe un popolamento coatto, e su quell’immensa distesa di terra ribattezzata con milioni di acri di concessioni pubbliche promesse ai nuovi coloni, nella più grande migrazione umana che la terra avesse potuto reggere, si abbatte una catastrofe climatica...
La tempesta dei bambini di David Laskin è un qualcosa che va oltre la narrazione e lo sciorinamento degli avvenimenti del 1888. Si tratta di “un gradito contributo alla letteratura storica della vita americana”, il frame di un affresco epocale in grado di modificare con violenza il prospetto sociale delle Grandi Pianure americane. Adottato come libro di testo nelle università e nelle scuole superiori americane, il libro, che ha venduto più di centomila copie negli States, è un valido contributo per chi voglia affacciarsi alla tradizione degli immigrati del west e comprendere la vita dei pionieri nelle praterie del Dakota. Un racconto da assaporare nella sua complessità, corredato da una meravigliosa abilità da narratore e dalla brillante dialettica dell’autore.

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