La tempestosa vita di capitan Salgari

La tempestosa vita di capitan Salgari
La storia di Emilio Salgari (Verona 1862 – Torino 1911) è di quelle irripetibili: secondogenito di un negoziante di stoffe, discendente di una stirpe veronese di osti, fornai e carrettieri, ha trascorso ampia parte della propria esistenza nella situazione singolare di chi ha inventato un fecondo territorio narrativo in cui, nel corso degli anni, si sono accampati personaggi e avvicendate storie capaci di presentarsi al lettore in vesti ancora più reali del reale. Non era stato in grado di ultimare gli studi nautici a cui si era dedicato senza troppo profitto e la presenza sui mari era bruscamente naufragata alla prima esperienza, in seguito agli effetti di un uragano al largo delle coste della Dalmazia. Ma tutto ciò non gli aveva impedito di autoproclamarsi “capitano di gran cabotaggio”, di saccheggiare preziose informazioni a studiosi, esploratori, missionari comboniani e periodici di viaggio per ergersi a cantore di un’epopea ambientata in luoghi geografici mai raggiunti. Nella sua annosa competizione tra la realtà dei fatti e il dominio della fantasia sarà sempre la seconda a spuntarla. E se questa condizione gli procurerà non pochi tormenti, consentirà nondimeno agli estri del suo vitalismo fantastico di accendere le immaginazioni dei lettori fino ai giorni nostri…
Silvino Gonzato, già apprezzato autore di numerosi saggi dedicati alla vita e all’opera di Emilio Salgari, in questo suo nuovo libro torna a percorrere – in occasione del centenario della morte dello scrittore veronese - le tappe di quella che fu un’esistenza tempestosa e tormentata, sempre in bilico tra rispettabilità borghese e trasgressiva esuberanza artistica. Con l’acume critico e la sensibilità di un biografo attento e scrupoloso, ricostruisce qui il quadro storico, le condizioni sociali e culturali che hanno fatto da sfondo allo sviluppo artistico del più celebre autore italiano di romanzi d’avventura. Effettua una disamina del complesso e controverso rapporto con gli angusti orizzonti di una travagliata precarietà esistenziale, senza mai tralasciare – come ogni biografia esige – le ragioni del racconto, gradite al lettore ed essenziali alla comprensione della vicenda umana e letteraria di Emilio Salgari. Grazie anche alla suggestione di una scrittura molto prossima a quella del romanzo, il libro diviene, pagina dopo pagina, una sorta di appassionante corpo a corpo con i misteri di un’opera e le stravaganze di un vita che avrebbero voluto essere e non sono mai riuscite a diventare tutt’uno.

 

 

 

 
 
 
 
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