La Terra al tramonto

La terra al tramonto


Saloona Morn, incantatrice di bellezza rimarchevole “se non leggendaria”, all'ombra del monte Cobalto coltiva bizzarri funghi per estrarne spore capaci di indurre in chi le annusa i più svariati sentimenti: tedio, rimpianto, agitazione, spensieratezza e così via. Stamattina - dopo una settimana di preparazione - deve estrarre dalle spore di lepiste eccelse coltivate su un cuore di deodando raccolte in un filtro un “effetto nobilitante” per un cliente danaroso, un attempato signorotto di campagna voglioso di far colpo sul suo più giovane amante. Ma scopre con costernazione che qualcuno nottetempo ha scosso il filtro raccogli-spore, rovinando il suo raccolto. Chi mai ha potuto farle uno sgarbo simile? Una microscopica donnina tuk a cavallo di una falena afferma di aver visto tutto, e in cambio di un granello di sale le rivela che la sabotatrice è la sua vicina, la strega di fuoco Paytim Noringal. Non rimane che farle visita e chiederle spiegazioni. Saloona si infila in tasca un Antidoto Onnivalente per evitare avvelenamenti ed evoca la sua nave prismatica per il breve ma pericoloso viaggio... Venuto a conoscenza dell'improvviso trapasso del potentissimo Ulfänt Banderöz, il più anziano mago della Terra Morente, proprietario della leggendaria Biblioteca Assoluta, Shrue il Diavolista, ingolosito dalle decine di migliaia di volumi uno più prezioso dell'altro in essa contenuti, decide di abbandonare la sicurezza della sua fastosa dimora sulle colline che sovrastano il limite settentrionale dei Boschi Mannari e del suo cottage sulle sponde del Mar Polare minore e imbarcarsi in un viaggio periglioso, scortato solo da KirdriK, in parte dunestino mutante del XIV eone, in parte daihako dell'ordine di Undra-Hadra, un demone spietato e potentissimo che Shrue tiene come schiavo grazie alle sue arti magiche. Una serie di catastrofi naturali ha scosso negli ultimi mesi la Terra Morente, e per reazione - come sempre accaduto nella lunga storia del genere umano - la gente va in cerca di capri espiatori, trovandoli in maghi, stregoni e negromanti, che improvvisamente sono diventati molto poco popolari e sono costretti a viaggiare in incognito...
La Terra al tramonto è una raccolta di cover, in un certo senso. Si tratta per la precisione di un omaggio (pubblicato in Italia in tre parti, questa è l'ultima) a Jack Vance, e più precisamente al suo celebre Ciclo della Terra Morente: i racconti qui raccolti non si limitano ad essere scritti à la Vance (già: lo stile di quello che qualcuno ha saggiamente definito “lo Shakespeare della Fantascienza” è qui riprodotto, imitato in modo certosino, ovviamente non sempre con risultati apprezzabili) ma sono ambientati nello stesso mondo di Cugel l'Astuto o Rhialto il Meraviglioso e vedono protagonisti spesso i medesimi personaggi. Operazione consueta per i fan del rock, meno per quelli della letteratura. Di certo operazione godibile solo per chi già conosce e apprezza l'opera di Vance: gli altri lettori non potrebbero cogliere i mille rimandi, le citazioni, i divertissement che questi scrittori (alcuni davvero big), indossate le vesti del fan, hanno disseminato nei loro racconti. Il racconto meglio riuscito? Senza dubbio alcuno “Il naso-bussola di Ulfänt Banderöz” di Dan Simmons, e del resto l'autore di Hyperion ha da sempre uno stile che deve molto al genio di San Francisco. Ognuno degli autori è presentato con una sintetica nota biografica e appone in coda al suo contributo alla compilation (ops, all'antologia!) un breve testo in cui racconta il suo incontro da lettore, quasi sempre avvenuto durante l'adolescenza e quasi sempre venato di malinconia, ammirazione e rimpianto, con le opere di Jack Vance.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER