La tigre della notte

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Gulliver Foyle non è nessuno. Il perfetto ritratto del bestione grosso di corpo e piccolo di ambizione e voglia di emergere, l'uomo comune. Un nessuno alla deriva. Intrappolato in un relitto spaziale alla deriva in un punto imprecisato fra Saturno e Giove. In lotta monotona e costante per sopravvivere alla mancanza d'aria, al cibo sempre più scarso. Perfino ai continui svenimenti bisogna far fronte. La mente di Gulliver Foyle è come un falò senza scintilla, una lampada magica priva di batteria, uno scrigno chiuso la cui serratura non ha la chiave. Qualcosa, però, sta per succedere. Un bagliore lontano, contro il disco lontano del sole. Motori d'astronave in manovra per una lunga correzione di rotta. È la Vorga 1339...
Noto con due titoli diversi (Tiger! Tiger! e The Stars my Destination), questo romanzo è un caposaldo della fantascienza. Non a torto. Pubblicato nel 1956, cambiò un po' il modo di concepire l'avventura futuristica. A leggerlo ancora oggi si nota il linguaggio fresco e dinamico, l'accento sulla psicologia dei personaggi e le acute riflessioni sulla società futura. Non mancano implicazioni interessanti. Ad esempio l'anticipazione di elementi tipici del cyberpunk quali lo strapotere delle corporazioni multinazionali, gli innesti neuronali, i poteri psichici. La pura speculazione tecnologica, però, qui passa in secondo piano; interesse principale è l'uomo e ciò che potrebbe diventare al mutare di certe condizioni. A tal riguardo, la risposta di Bester non sembra positiva: al potenziamento della mente umana (nel futuro raccontato dallo scrittore è diventato possibile il teletrasporto grazie al cosiddetto Effetto Jaunte), non muterebbe la pochezza delle sue passioni. Si tratta in sostanza di un romanzo à la Dumas. L'intera vicenda, infatti, è trainata dal desiderio di vendetta contrapposto all'antica, onnipresente, smania di potere assoluto. Il tutto su uno scenario di guerra. Un futuro certo diverso, ricco di curiose particolarità e spunti di riflessione, ma alcune cose non sembrano davvero cambiare mai. Cuore e mente son sempre lì, l'una contro l'altra.

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