La Torre Nera - La canzone di Susannah

I Vettori stanno crollando uno ad uno, erosi dall’opera dei Frangitori e dal Male che sta facendo collassare gli universi uno sull’altro. Susannah/Mia ha usato la Sfera del Buio per spostarsi nella New York del 1999 e dare alla luce suo figlio. Jake, Oy e Callahan si gettano sulle sue tracce per salvarla. Nel frattempo Eddie Dean e Roland Deschain, alla ricerca della Rosa, viaggiano nel Maine del 1977 sulle tracce di un uomo che sembra avere un ruolo fondamentale nelle vicende della Torre Nera...

Serve a poco negarlo: gran parte del fascino di questo penultimo capitolo della saga della Torre Nera sta nel colpo di teatro di Stephen King, che dopo aver trasformato - da quando ha ripreso in mano le redini della vicenda, nel 2003 - il cammino del ka-tet di Roland di Gilead in un gigantesco crossover con alcuni suoi romanzi del passato (senza disdegnare in verità classici di altri autori), ha deciso di infrangere l'ultimo tabù e di scatenarsi in un surreale crossover con la sua vita. Già, proprio così: Roland e Eddie, nel Maine del 1977, incontrano un giovane Stephen King, romanziere alle prime armi e pedina indispensabile del ka, e lo spingono a narrare la propria storia negli anni a venire. Insopportabile narcisismo o trovata geniale? Abbastanza banalmente, entrambi. E anche l’ambizioso tentativo di uno scrittore alle soglie della vecchiaia di guardare indietro alla sua carriera e a posteriori darne una lettura coerente, come percorrendo a ritroso un filo rosso magari inconsapevole ma presente, che rende le decine di romanzi di King tutti affluenti di un unico, vorticoso fiume. Come in tutte le operazioni del genere (diffuse, come la pratica del crossover, soprattutto nella narrativa a fumetti) è presente una buona dose di arbitrarietà in tutto questo, e la smania di tracciare disegni di proporzioni cosmiche tende a far sbiadire l’energia delle vicende puramente e semplicemente avventurose che da ben 6 romanzi caratterizzano la saga della Torre Nera. D’altro canto, era forse l’unica chance che aveva King di dare un qualcosa in più ad una epopea non originalissima, seppur assai godibile, e quindi ciò che può sembrare pretestuoso potrebbe rivelarsi una zampata di gran classe. Senza alcun dubbio di eccezionale intensità lo scontro/incontro Susannah/Mia e la descrizione della sinistra clientela del ristorante che è destinato a diventare la sala-parto dove vedrà la luce Mordred. Meno elettrizzante il 'colpo di scena' riguardante le Twin Towers. L’adrenalina cresce, la Torre Nera è vicina.



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