La Torre Nera - La sfera del buio

Dopo essere sfuggiti alle grinfie di Blaine il Mono, Roland, Eddie, Susannah, Jake e Oy riprendono il loro cammino verso la Torre Nera. Il paesaggio ora è molto simile a quello della Terra, ma l’umanità sembra essere stata spazzata via da un’epidemia letale. Per Roland è venuto il momento di raccontare il suo passato...

Era inevitabile: prima o poi, nel corso del cammino lungo 7 volumi che conduce alla Torre Nera e al fato di Roland e dei suoi pards, Stephen King avrebbe ceduto alla tentazione di fare un tuffo nel passato del pistolero, dando un senso compiuto, una organicità, una coerenza, una continuity insomma alle vicende che portano dalla caduta di Gilead alla conclusione della saga. La conseguenza è che per almeno 500 delle 600 pagine e passa di questo La sfera del buio i protagonisti non sono più Eddie, Susannah, Jake e un laconico pistolero pieno di rimpianti e cicatrici, ma un Roland adolescente, i suoi compagni Cuthbert e Alain che avevamo già incontrato in un breve ma intenso flashback contenuto nel primo capitolo della saga e Susan Delgado, il primo (e unico?) amore di Roland. Una storia appassionatamente romantica e drammatica, narrata attorno al fuoco quasi tutta d’un fiato, grazie ad una stasi temporale di quelle non infrequenti nel Medio-Mondo. Una favola che ci restituisce un Roland impulsivo, innamorato, incosciente, non ancora segnato dalla vita e dal dolore, alle prese con un complotto politico-militare nella baronia di Mejis a margine della incombente guerra tra le truppe di John Farson, il Buono, e l’antico status quo cavalleresco incarnato dall’Affiliazione. Fantasy e western si fondono mirabilmente, come mai prima nella saga, e nuovi personaggi salgono alla ribalta, tra tutti la strega Rhea di Coos (figura chiave nell’ambito della sottotrama della morte della madre di Roland e custode della sfera magica che dà il titolo al romanzo) e la zia di Susan, l’azzimata zitella Cordelia Delgado. Intrecci da dramma shakespeariano incidono a sangue le esistenze dei protagonisti, pedine ignare all’ombra della Torre Nera, mentre le pagine dedicate alla linea temporale della saga in senso stretto, quella per intenderci all’interno della quale si muovono Roland, Eddie, Susannah e Jake, vivono di una netta svolta verso il surreale, con un inaspettato cross-over con uno dei più bei romanzi di King, L'ombra dello scorpione (l’epidemia, Flagg) e addirittura con Il mago di Oz (il palazzo di smeraldo). Un bizzarro ‘colpo di coda’ di un autore che dopo questo romanzo si è fermato per quasi 6 anni prima di proseguire la saga o un valore aggiunto per la complessa architettura narrativa del ciclo di Roland di Gilead? Entrambi, probabilmente.



 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER