La Torre Nera - La Torre Nera

L'irruzione di Jake e Padre Callahan nel covo dei vampiri non riesce ad evitare la nascita del figlio di Susannah/Mia, un malvagio bambino-ragno di nome Mordred. Eddie e Roland intanto, dopo aver gettato le basi della Tet Corporation, attraversano una porta dimensionale per andare a caccia dei Frangitori che stanno sgretolando i Vettori. Jake, Oy e Susannah si uniranno presto a loro...

Arriva l’elefantiaco epilogo della saga della Torre Nera (anche se oltreoceano si susseguono i rumours che vogliono Stephen King, ormai ammaliato da Roland & co. dopo uno iato di anni e anni a tal punto da sfornare tre ponderosi tomi in breve tempo, già al lavoro su un’ulteriore espansione della saga), il romanzo nel quale tutti i nodi vengono al pettine e i viaggi finiscono. Anche metaforicamente, vista l’alta densità di lutti: quattro membri del Ka-tet cadono, e i lettori che hanno seguito con affetto ed emozione le avventure di questi personaggi nell’arco di due decenni non potranno non versare qualche lacrima. I richiami all’opus 'kinghiano' diventano sempre più espliciti (Roland viaggia per un tratto con una copia di Insomnia sotto il braccio), e uno dei pericoli più agghiaccianti che minaccia i nostri eroi (la cena a casa del vampiro che si nutre di risate) viene addirittura risolto grazie ad una versione 'deus ex machina' di King stesso, che oltre alla storia scrive anche consigli per i suoi protagonisti, in una sorta di meta-letteratura che lascia ammirati e perplessi allo stesso tempo. Per permettere allo scrittore del Maine di scrivere l’epilogo positivo della saga nel 2004, Roland e Jake devono salvarlo da un incidente stradale mortale (realmente avvenuto) nel 1999, e a caro prezzo. King, grato, sventa i piani del Re Rosso e dei Frangitori. Tutta la vita e l’opera dello scrittore americano quindi va letta in chiave Torre Nera: le sue scelte professionali ed artistiche, lungi dall’essere spontanee, sono funzionali (anche se a tratti inconsapevolmente) allo scontro in corso tra Bene e Male, e le forze oscure addirittura approfittano dei suoi tempi morti (il lasso di tempo intercorso tra La sfera del buio e I lupi del Calla, insomma) per organizzare congiure di livello universale (!!). Il viaggio di Roland e del suo Ka-tet verso la Torre Nera è appassionante, angosciante, irto di pericoli e personaggi malvagi davvero riusciti, ma forse il cupo crescendo non aiuta a gustarsi un finale raffinato ma frettoloso, preceduto da un rendez-vous con il Re Rosso che sfiora il ridicolo e rappresenta il vero punto debole del monumentale romanzo. Rimandiamo ad un altro momento l’analisi complessiva della saga: intanto accontentiamoci di segnalare l’ennesimo esercizio riuscitissimo di entertainment, stavolta più cupo e disperato del solito. Sgradevole il tentativo (peraltro solo abbozzato) di ricondurre anche i fatti dell’11 settembre a problematiche 'interne' a King, eccezionale invece il lavoro sul personaggio di Susannah.



 

 

 

 
 
 
 
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