La trappola

La trappola
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E’ un soleggiato pomeriggio domenicale. Nel Somerst, la campagna settembrina sembra dipinta nella sua bellezza idilliaca. Le api ronzano, il cielo splende, i fiori punteggiano i prati di mille colori, persino le ragnatele hanno un che di artistico. Liffey si innamora subito di quel paesaggio e la semplice gita campestre che sta godendosi con il marito Richard si trasforma per suo volere e capriccio in un progetto di vita vero e proprio. Da lì a breve la giovane e benestante coppia londinese lascia l’agiata vita metropolitana, appartamento compreso, per trasferirsi in un “delizioso” cottage rivestito di rose rampicanti. E la trappola ha inizio. L’inverno è alle porte e in casa non c’è luce, né telefono, né riscaldamento. In più, Richard non può nemmeno raggiungere l’ufficio, perché la stazione resta chiusa fino alla nuova stagione. Così si vede costretto a restare in città e tornare dalla sua dolce metà per il weekend. Sfortuna che Liffey non è sola! In quei campi vivono e lavorano Mabs e Trucker Pierce, con i loro cinque figli. Sono contadini da generazioni e, nonostante le apparenze, non gradiscono affatto l’intrusione di due forestieri nel loro mondo. Liffey, poi, è così ostinatamente magrolina, amata e viziata da fare ribollire d’invidia una come Mabs, grande e grossa, ruvida e selvatica come le erbe di cui conosce ogni proprietà, preferibilmente malefica. Tra un mal di pancia e l’altro, la credulona sposina si troverà in mezzo a un nido di vespe, altro che sogno bucolico! Spiata nottegiorno dai vicini, dovrà affrontare mesi difficilissimi e rigidi sotto ogni punto di vista, cedere alle ambigue lusinghe di Trucker, bypassare le trame crudeli ordite da Mabs, perdere quasi Richard, a sua volta impegnato nel letto della segretaria, di una che incontra per caso e di Bella, la migliore amica di sua moglie. Sarà l’effetto degli intrugli della strega di campagna? Anche, ma la natura, alla fine di questa lotta che si rivelerà vitale e spesso impietosa, mostrerà il suo lato migliore, quello materno e il lieto epilogo arriverà per tutti, a conciliare e quietare animi in piena tempesta ormonale...
Questo è un romanzo che definirei, semplicemente, esilarante. L’autrice, una veterana della scrittura, ci regala una storia fresca e briosa di imprevisti e momenti spassosi degni della migliore commediografia inglese. Ritmo teso, narrazione ampia, ironia e sarcasmo si impastano perfettamente in una vicenda di equivoci e personaggi messi a nudo da una fantasia che corre sul filo delle pagine. Incantevole e spaventosa la descrizione di Mabs, una sorta di mostro bestiale, in preda a feroci e incontrollabili istinti uterini. Istruttivo e divertente il racconto “ciclico” di Liffey e del suo “interno”, da cui prenderanno il via due viaggi: quello di uno spermatozoo che si farà bambino e quello di una bambina che si farà madre. Simpaticissima la voce della coscienza che dialoga puntualmente con Richard, nei toni modulari e irriverenti di Bella, della Signorina Martin, di Vanessa. Sublime e per certi versi agghiacciante il quadretto della Natura tratteggiato nel libro, dove la cartolina trasognata della ruralità Virgilio-style viene letteralmente presa a badilate, per lasciare terreno a una panica Darwin-visione decisamente cruda e priva di sfumature liriche. La trappola, d’altra parte è sempre dietro l’angolo. Chi vive dovrebbe tenerlo a mente. Se vuole sopravvivere.

 

 

 
 
 
 
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