La traversata di Milano

La traversata di Milano
Milano e i suoi illustri abitanti - da Stendhal a Petrarca - indigeni o meno che siano stati, nel corso dei secoli. Milano e le strade che in tutto questo tempo hanno cambiato forma ma non nome, da percorrere lentamente osservando gli edifici come sempre fonte storiografica, e le tante targhe commemorative. Milano e i Giardini Pubblici in pieno centro, ma anche il “mare” dell’Idroscalo e il Monte Stella, il monte della monnezza. I navigli che c’erano e che giustamente sono stati ricoperti trasformando l’aspetto e l’atmosfera cittadina. L’Arena Civica del primo Ottocento in cui si è tanto festeggiato, si sono ammirati i palloni aerostatici e il meraviglioso esotico circo di Buffalo Bill, e dove tuttora d’estate si tengono concerti di musica leggera. Milano e l’abbazia di Chiaravalle quasi in periferia, la cascina Monluè in mezzo al nulla che, sempre d’estate, si affolla di musica e di ballerini (oltre che di zanzare e di bancarelle)...
Maurizio Cucchi è un grande poeta del Novecento italiano, un critico letterario e un giornalista sportivo che ha tradotto autori eccellenti dal francese e ha curato l’antologia di poeti italiani del secondo Novecento nella collana Meridiani di Mondadori. Onore al merito: Cucchi è da anni soprattutto talent scout dei tanti aspiranti poeti che spediscono le proprie poesie al quotidiano La Stampa di Torino, benché egli sia milanese e appunto Milano celebra in questo volume. La traversata di Milano, titolo di alcune opere di Vittorio Sereni (1913-1983) che Cucchi intende omaggiare chiamando allo stesso modo anche il suo libro, può essere piacevole e interessante per chi non conosce la storia della città e ha poco tempo da dedicare alla lettura, anche perché il testo è suddiviso in circa trenta brani non lunghi dedicati ai diversi luoghi. Benché le poetiche descrizioni di luoghi, atmosfere e paesaggi siano preziose, quella riportata da Cucchi è ancora la Milano del secolo scorso, di cui sono rievocati oltre a Sereni altri autori come Carlo Emilio Gadda (1893-1973) e poeti come Giovanni Raboni (1932-2004).

 

 

 
 
 
 
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